Il regno delle ceneri

Il regno delle ceneri

Buongiorno, lettori! Esce oggi il romanzo Il regno delle ceneri, scritto da Victoria Aveyard (traduzione di Flavio Santi) ed edito da Mondadori.


Un’oscura presenza si sta facendo largo nel Regno di Allward. La percepisce persino Corayne, figlia della pirata Meliz an-Amarat, che pure è costretta dalla madre a vivere in uno sperduto e tranquillo villaggio sulla costa, mentre sogna un futuro pieno di avventure per mare. Quel che Corayne ancora non sa è che il destino sta per bussare alla sua porta. La sua esistenza, infatti, viene sconvolta il giorno in cui un Avo, creatura mitica e immortale, e un’assassina letale come poche altre al mondo, le fanno visita. I due hanno affrontato un viaggio pericoloso per trovarla e per chiederle aiuto. Un uomo assetato di potere, infatti, sta mettendo insieme un esercito mai visto prima ed è più che mai determinato a sradicare le fondamenta del loro mondo per ridurlo in cenere. Con il cuore ricolmo di veleno e la mano armata da una spada rubata, e potentissima, è pronto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Solo Corayne può fermarlo.Perciò la ragazza, accompagnata da un improbabile e riluttante gruppo di alleati, uno scudiero, un immortale, un’assassina e una strega, si avventura in una missione disperata. Ma proprio nel caricarsi il destino del mondo sulle spalle, imboccherà la strada per trovare finalmente se stessa e scoprire la magia che le scorre nelle vene.


E’ l’alba di una nuova battaglia per la Compagnia del regno di Allward, chiamata a rispondere per volere della sua giovane Regina alla Monarca di Iona, terra di Avi, di Immortali, di magie perdute e dal sapore quasi fiabesco. I cavalieri riuniti assieme agli Immortali si preparano a una battaglia che sottovalutano: d’altronde, gli Spectrum e la loro magia sono scomparsi da tempo, cosa ci fanno loro lì? Quale assurdo nemico devono affrontare? Lo scopriranno a caro prezzo quando scenderanno sul campo un mago rosso e uno strano soldato, figlio di Antica Cor, un mondo perduto di cui si conservano spade dai poteri misteriosi e pochi figli, poco sangue. Il prezzo è salato e terrificante: due figli di Antica Cor, gemelli, uno contro l’altro, bene contro male … Cortael contro Taristan. Tutto sembra perduto, finito, il sapore del fallimento e della sconfitta aleggia su Dom, Immortale, e Andry, giovane scudiero, gli unici due sopravvissuti, ombre tra le ombre; entrambi fanno ritorno ai rispettivi luoghi che chiamano casa, gravati nel cuore e nel corpo da qualcosa senza precedenti. Ma il loro destino non è quello di separarsi: entrambi si scontreranno contro il volere delle rispettive sovrane. Mentire, manipolare la verità, per la regina dei mortali. Volgere lo sguardo altrove, perché le vite dei mortali non sono che un battito di ciglia, per gli Immortali. Ed entrambi ovviamente non ci stanno: Dom parte alla disperata ricerca di sangue Cor, Andry custodisce un segreto in grado di cambiare le sorti del mondo. Il loro percorso si intreccia con quello della diciassettenne Corayne, figlia della più temibile pirata e una delle ultime persone di sangue Cor esistente, di Sorasa, Assassina reietta dalla propria Gilda e ingenuamente assoldata da Dom per cercare la ragazza, e altri improbabili personaggi che si uniranno alla disperata salvezza del regno. Perché Taristan è in possesso di un oggetto capace di aprire i portali verso altri mondi, con l’obiettivo di distruggere quello in cui vivono, ed ora ha un’alleata incredibilmente potente e affamata di conquiste e potere. In una lotta contro il tempo, Corayne e gli altri devono contrapporsi alla forza devastante del male che sta già ammorbando territori e regni. Tra spade magiche, falsari, prigioni e grimaldelli, Immortali, cavalli e peripezie, streghe e amuleti, una storia fantasy dagli scenari paesaggisticamente ricchi e diversi, in una lotta che ha come premio ambito non solo la supremazia sul mondo conosciuto ma la possibilità di altri mondi su cui espandere il proprio comando.

Il tema del viaggio iniziatico con annessa missione di salvataggio del mondo intero e di se stessi, partendo in evidente svantaggio e lanciandosi quasi alla cieca in una impresa impossibile, è uno dei temi che più amo nel genere fantastico; qui c’erano tutte le premesse perché potesse riuscire a catturarmi totalmente ma forse la scelta di narrare la storia attraverso diversi punti di vista appartenenti a personaggi con background molto diversi tra loro ( e spesso non approfonditi quanto avrei voluto) non mi ha convinta del tutto. Ci sono cose che avrei voluto sapere del passato di Sorasa, che sicuramente la rendono la persona che adesso è, apparentemente inaccessibile, difficile, ma evidentemente tormentata, spezzata: cosa le è successo? Perché è Osara, abbandonata? Cosa si lascia dietro? Ecco, a fronte di un atteggiamento eccessivamente spavaldo nei confronti di un Dom, Immortale a tratti goffo, questi aspetti della storia di Sorasa mi hanno incuriosita, stuzzicata. Dom mi è sembrato tanto fragile: cova una rabbia, come fa notare Corayne, forse dovuta sia alla perdita dell’amato amico ( che pure celava i suoi segreti), sia alla connotazione di quello che interessa realmente agli altri Immortali, ovvero tornare a casa. L’ Avo quindi sembra mettere tutto se stesso in questa missione estrema, ma cosa rappresenta davvero per lui? La possibilità di elaborare il suo lutto? Tante le cose che come Immortale non aveva dovuto gestire in precedenza, a mio avviso, troppe: appare insicuro, ripeto, goffo, poco capace di relazionarsi con i mortali ed estraneo al loro mondo. Inoltre, il rapporto tra lui e l’Assassina, contraddistinto da battibecchi, punzecchiamenti, borbottii, musi lunghi e sogghigni, che credo possa essere il preludio ad altro, dopo un pò mi ha infastidito, soprattutto nel mezzo di scene d’azione o importanti; loro due sarebbero gli “adulti” del gruppo ma spesso si comportano da ragazzini e ho sicuramente preferito l’interazione più genuina e autentica, adeguata alla loro età, di Corayne e Andry, due personaggi che mi sono piaciuti molto.

Corayne accetta piuttosto velocemente l’offerta di Dom e Sorasa, anche perché non ha molte altre scelte: sua madre insiste a non volerla portare per mare con lei e a non farla andare con nessun altro e per la diciassettenne non è più tempo di restare passiva. Le ultime parole della madre le bruciano sulla pelle e non vuole pensarsi come “senza spina dorsale”;  quando l’Immortale le si inginocchia davanti snocciolandole la sua discendenza e il suo compito, la ragazza, ben consapevole delle sue origini, sa che quella è la sua occasione per vedere il mondo e ribellarsi alla madre. Nel corso del viaggio, la sua genuina curiosità diventa un pò il suo marchio di fabbrica, la spinge a fare domande, a mostrarsi sempre attenta circa il mondo circostante ( e così anche il lettore scopre leggende, storie e paesaggi); il suo modo di fare puro e ingenuo la porta a legarsi a tutti, mi è piaciuto il legame che instaura con la riluttante Sorasa – spietata assassina dal cuore poi tenero ( forse troppo?).

«Non appartengo a nessun luogo» disse Corayne, con voce rotta. Con sua grande sorpresa, Sorasa sorrise. «Il mondo è pieno di persone che si sentono così. E nessun luogo è comunque da qualche parte.»

Attraverso le interazioni con l’assassina che si premura anche di iniziarla alla difesa personale, Corayne sperimenta un modello femminile diverso in un mondo maschilista, come l’assassina e la tagliagole Sigil (ultimo membro della compagnia: devono essere sette, Vatkik docet) sottolineano.

Ecco, la questione femminile sembra assumere un certo peso nel romanzo: Corayne, sua madre Meliz, Sigil, Sorasa, la regina Erida, Ridha, cugina di Dom ed erede dei Vereda, sono tutte donne di carattere che si fanno strada in ambiti e ruoli tipicamente maschili. Erida sa che la sua corona è bramata da tutti e per questo deve nutrire la sua ambizione, la sua sete di potere per affermarsi come regina ( e anche come altro …); gli uomini vogliono la sua corona, ma lei non è disposta a cederla perché è stata cresciuta dal padre in un altro modo. Sorasa non sa chi siano i suoi genitori e probabilmente il suo arrivo alla Gilda di Amhara avrà una storia dura e difficile; Meliz è un capitano pirata di una ciurma di uomini pronti a scattare ad ogni suo ordine. Così come la questione delle donne, è importante a mio avviso sottolineare l’ampio spazio che nel romanzo viene dato da Andry e Corayne ai rapporti con le figure genitoriali: due madri molto diverse a cui i figli però sono legati. Se lo scudiero sembra avere un rapporto più sano con la madre, la ragazza ha sicuramente un rapporto complesso con una figura spesso assente.

Il gruppo si forma durante il viaggio ed è composto da personaggi, come detto prima, diversi per età, per storie pregresse, per modi di concepire la vita: questo crea un’atmosfera precisa, su cui comunque grava la responsabilità del compito che si sono dati, ovvero salvare il loro mondo. Contrapposto a questo gruppo ci sono i personaggi che si sono schierati dalla parte del male: su di loro ho discrete aspettative, spero di ritrovarli meglio approfonditi nel secondo volume!

A fronte di un’ambientazione suggestiva e di una trama interessante, ho trovato in alcuni punti la lettura un pò più lenta del previsto: a questa sensazione ha contribuito la scelta dell’autrice di dare grande spazio a monologhi interiori e pensieri non verbalizzati, per il mio gusto personale. Nonostante ciò, lo stile di scrittura della Aveyard è scorrevole, descrittivo, capace di narrare le scene di azione e di guerra, così come i tanti paesaggi naturalistici che contraddistinguono il mondo che ha costruito, mondo che sicuramente ha altro da mostrarci; l’idea degli Spectrum, varchi tra mondi perduti, alcuni spaventosi, getta le basi per trame interessanti, dall’ipotetico ritorno a casa degli Avi ai regni terrificanti che Taristan vuole aprire e consegnare all’oscuro padrone. Il finale, pur abbastanza prevedibile, va in questa direzione: l’equilibrio sembra essere stato ripristinato ma ora cosa accadrà? Corayne, il suo sangue e la sua spada magica che ruolo occuperanno ora nello scacchiere globale? Il gruppo creatosi continuerà a proteggerla?

-copia per la recensione fornita da Mondadori

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