Le cronache di Caeligar

Le cronache di Caeligar

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo distopico, scritto da Luca Spiridigliozzi, che ringrazio per l’invio della copia cartacea, ed edito dalla Casa Editrice Lettere Animate.

 

TRAMA

Terra, 2180; sono trascorsi più di 65 anni dalla grande catastrofe. Da allora, l’umanità è stata costretta a rifugiarsi su delle enormi metropoli galleggianti per sopravvivere a una crescente minaccia. Caeligar, una delle grandi città-isole, fornisce rifugio a Mathias Shephard: uno dei sopravvissuti, la generazione di Caeligariani che per prima solcò gli oceani. Rimasto solo, Mathias trascorre i suoi giorni nell’inedia, fin quando un misterioso imprenditore lo convince ad essere parte della sua utopica visione. Il “Piano Terra”, così come gli viene presentato, può rappresentare un faro di speranza per il rinnovato predominio della razza umana, eppure altre trame si agitano in sottofondo…

 

La Terra, cosi’ la conosciamo noi, e’ scomparsa: una grande catastrofe, avvenuta 65 anni prima dell’inizio della storia narrata, ha costretto l’umanita’ a cercare rifugio sulle citta’-isola. Attaccati da creature aliene terribili, chiamate mesmeridi, gli umani sopravvissuti hanno dovuto sfruttare le poche debolezze di questi invasori, tra cui la barriera dell’acqua salata e per questo sono stati costretti a rintanarsi nelle citta’-isola. Tra di esse, la piu’ bella e grande e’ Caeligar: dedalo di viuzze geometricamente ordinate, proprio come tutte le grandi città conosciute, ha due facce, due anime che coesistono al suo interno. Superficie e bassifondi, luce e buio, legalità ed illegalità: nei bassifondi di Caeligar ci sono finiti i pariah, discendenti di famiglie che avevano visto visto in Caeligar quel faro di speranza che vorrebbe essere, ma non è riuscita ad essere per tutti; chi è rimasto, al momento della spartizione delle abitazioni, senza nulla, è finito nei bassifondi. Ma i pariah non sono solo rappresentati dal marciume e dal delinquente, vi è anche gente francamente povera che non riesce a stare al passo con l’evoluzione. Viene da chiedersi cosa facciano i potenti, o chi dovrebbe vigilare sulla situazione. L’attenzione viene posta dall’autore su entrambe le realtà, attraverso gli occhi dei suoi protagonisti; il romanzo diviene così un’opera corale, e permette maggiormente la comprensione di quelle dinamiche socio-politiche che stanno muovendo gli ingranaggi della città-isola.

Tramite le debolezze umane di Mathias, ultra ottantenne, uno tra i pochi sopravvissuti alla catastrofe, l’autore ci mostra il disagio del cambiamento di prospettiva tra la prima generazione di Caeligariani e quella attuale: solo e isolato dal mondo, Mathias trova conforto nella sua collezione personale di ricordi e di sapori, e scrive un diario per ricordarsi chi era e cosa è accaduto alla sua Terra. Un giorno però il suo mondo fatto di routine e di silenzi, viene sconvolto dalla richiesta di un imprenditore latino, Benelli, a capo di un’azienda importante, che vuole coinvolgerlo a tutti i costi in un progetto segreto. Mathias, adulato dall’uomo, si lascia convincere e diviene una sorta di simbolo in quella che si rivelerà essere una missione impossibile: riconquistare la terra ferma. Ma la riconquista non è solo un’impresa atta a risollevare il morale dei Caeligariani, costretti a subire condizioni atmosferiche disagiate per gran parte dell’anno, o una missione ricognitiva per scoprire cosa ci sia al di là del mare: l’impresa nasconde infatti intenti ben più importanti. Un conflitto si prospetta all’orizzonte: Benelli e il sul team, con l’appoggio del Governo, vogliono liberarsi per sempre della razza aliena. La prima missione esplorativa, in cui viene coinvolto anche Mathias, ha allora anche la funzione di indagare questa razza, per scoprirne eventuali punti deboli.

Ma, e qui viene il bello, altre sottotrame si agitano nell’ombra: l’autore è bravo nello stuzzicare la curiosità del lettore. Diversi sono i protagonisti che ci lascia osservare: dalla pariah Sarah, principessa muta, figura solitaria e dal passato sconosciuto, ragazzina costretta a rubacchiare per vivere; a Philippe, genio della robotica, lavoratore presso la Benelli Iron Institute, addetto a programmare i codici per dei misteriosi camminatori, invidioso del proprio maestro e dalle strane abitudini (quale ad esempio portare il proprio gatto sul luogo di lavoro); all’enigmatico Huro, discendente della stirpe nipponica, capo della sicurezza della Bonelli e incaricato delle procedure relative alla partenza della missione; a Guillame, anch’egli impiegato presso la Benelli, apparentemente attento a numeri e formule, nasconde un segreto che decide di condividere con Mathias, cosa sta architettando? E, infine, c’è Jerry, che cospira con l’organizzazione criminosa della rosa marcia, ma per quale motivo? Cosa ha in serbo Jerry? Cosa trama nell’ombra?

In un crescendo di rivelazioni e colpi di scena, l’autore lascia il lettore con il fiato in sospeso, desideroso di saperne di più e di scoprire come i vari tasselli vadano a comporre il puzzle finale, per arrivare alla verità. Tra fanatismo e sete di potere, ognuno dei personaggi si incastra nella storia diretta dall’autore. Con poche righe l’autore riesce a darci uno spaccato di quelle che sono le loro esistenze, il loro passato, ma ci lascia – giustamente – all’oscuro di quali siano i reali fini ultimi delle loro azioni, spingendo così il suo lettore a volerne sapere di più. I vari personaggi si fanno portavoce di istanze psicologiche profonde: l’adattamento ai cambiamenti, la violenza subita, il desiderio di cambiare il mondo, la lotta contro le proprie origini, l’accettazione di se stessi. Un personaggio , in particolare, mi ha incuriosita per il suo passato, appena accennato, per i suoi legami e soprattutto per le sue motivazioni, che potrebbero aprire sviluppi notevoli nella trama.

 

Un primo capitolo interessante di una saga distopica scorrevole e piacevole da leggere: l’ambientazione è singolare ed originale, coerentemente con il genere è un mondo post-catastrofe in cui gli umani devono fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni e il benessere collettivo è un concetto ancora da attuarsi.  Il divario tra ricchi e poveri è netto e questo può portare a disordini interni, oltre che al desiderio mai sopito di ritornare a quella casa che un alieno, un estraneo, ha distrutto.

Tante le tematiche su cui riflettere e che rendono il testo contemporaneo ed attuale: mi aspetto un secondo volume più corposo e che permetta di addentrarsi ancor più nelle dinamiche di potere. Come sarà la terraferma? Cosa accadrà tra umani e alieni? Come reagiranno i nostri personaggi alla scoperta del misterioso viaggiatore, imbucatosi nella missione pur non sapendo cosa fosse?

 

Signori e signore, Caeligar! La nostra patria, la grande città che accoglie e sfama più di un terzo della popolazione rimasta sulla terra. Esempio di operosità e di tecnologia, è un faro di salvezza per l’umanità. Myrmidia, Nuova New York e Goldfield non sono che un’ombra della nostra Caeligar. La splendente, il colosso natante, la grande … Molti nomi le sono stati dati nel corso dei suoi sessant’anni di vita; eppure quanti dei sui abitanti sanno cosa c’è al di là del mare?

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