Le cronache di Jaltar – la via dell’apprendista

Le cronache di Jaltar – la via dell’apprendista

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo fantasy scritto da Monica Tomaino ed edito dalla Casa Editrice Bookabook, che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

 

TRAMA

Shyren, Derek e Vashy sono amici da tutta la vita, ma le loro strade sono destinate a separarsi. Dovranno partire dal piccolo villaggio di Harp per unirsi alle Corporazioni e apprendere rispettivamente le arti degli incantatori, dei combattenti e dei guaritori. L’equilibrio del regno di Jaltar, però, sta cambiando. La Corporazione degli Incantatori è stata bandita, e sempre più uomini vengono inviati dal re Wraster a compiere misteriose missioni, dalle quali non fanno ritorno. Prima di lasciare per sempre il suo villaggio, Shyren incontra Ewencaal, un’eterea creatura che la mette in guardia dal terribile pericolo che si sta abbattendo sul regno: la Regina delle Ombre si sta risvegliando.

Nel regno di Jaltar, i ragazzi più promettenti vengono istruiti ed addestrati per poter accedere alle Corporazioni e, dopo un periodo di addestramento, servire il proprio Re ed il regno;  diverse sono le corporazioni esistenti, e i ragazzi vivono con intensità e coinvolgimento il momento in cui lasceranno i propri villaggi, le proprie famiglie e i propri affetti, per andare incontro a un destino che sperano possa essere di grandezza e fama. Ogni corporazione può vantare nella propria storia un membro di spicco a cui i ragazzi guardano con rispetto ed ammirazione e vogliono assomigliare.

Nel piccolo villaggio di Harp,tre ragazzi sono stati considerati adatti ad altrettante corporazioni: cresciuti insieme, legati da un legame profondo e indissolubile, conosciamo Shyren, Derek e Vashy, migliori amici, dai caratteri diversi ma che, come spesso accade, si compensano tra loro, in un equilibrio che ha funzionato sino ad ora.

L’autrice conduce il lettore dentro la storia di questi ragazzi e attraverso i loro racconti e ricordi, inizia a spiegare il mondo di Jaltar, le sue storie, le sue usanze e i suoi costumi. Mi ha piacevolmente stupita il lavoro che l’autrice ha fatto per costruire un mondo originale e coinvolgente sotto diversi punti di vista: in primis, ha una geografia fisica e politica  ben definita e particolareggiata ( all’inizio del romanzo, una cartina aiuterà il lettore visivamente a spostarsi nello spazio di queste terre), inoltre ha costruito una struttura sociale coerente e avvincente, secondo i dettami del genere di riferimento. Particolare attenzione viene data alla religione, alla cultura, alla lingua di questo mondo ( ho molto apprezzato in particolare la scelta della lingua per la pratica degli incantesimi e i riferimenti erboristici), alle leggende che vengono tramandate.

In un tempo lontano, esistevano creature potenti e malvagie che abitavano il Sottosuolo: esse odiavano i popoli della superficie al punto da ingaggiare con loro un conflitto violento, al seguito del quale la terra abitata era diventata una landa desolata ed arida, costringendo le razze superstiti a migrare. Tuttavia, anche nel momento più oscuro, qualcuno decise di aggregarsi per sopravvivere e i loro sforzi vennero premiati con una seconda possibilità dalla divinità creatrice del mondo. Pur prosperando, o forse proprio per questo, le razze entrarono nuovamente in conflitto per avidità e sete di potere, fino a quando un singolo propose ai capi villaggio di istituire un Gran Consiglio. L’organo nominò quel singolo, antenato dell’attuale Re, protettore del continente che divenne Jaltar, che significa “rinascita”.

Ma al momento in cui la storia si apre, qualcosa sta sconvolgendo le fondamenta stesse del regno: i confini di Jaltar non sono più sicuri e il Re, dopo aver misteriosamente accusato di tradimento una delle corporazioni, manda a chiamare sempre più apprendisti ad affrontare missioni sconosciute da cui nessuno fa ritorno. Cosa sta accadendo?

Della corporazione “traditrice” dovrebbe far parte Shyren, una dei tre  protagonisti principali della storia. Arrivati al momento dello smistamento per i rispettivi campi di addestramento, mentre Derek e Vashy vedono realizzati i loro sogni di infanzia per i quali tanto hanno lavorato, venendo assegnati alle corporazioni dei combattenti e dei guaritori, rispettivamente, l’incantatrice Shyren scopre che la sua corporazione è stata sciolta.

Intelligente e brillante, Shyren è una studiosa, una figlia della natura e sa praticare la magia: spera di poter migliorare le proprie competenze nella sua corporazione ma il destino ha in serbo per lei qualcosa di molto differente. Reclutata dalla neonata e segretissima corporazione dei furtivi, conosce il proprio maestro, Oset, personaggio enigmatico e affascinante. Oset le insegnerà ad essere Ombra, a difendersi e le porterà dei doni particolari che la ragazza troverà interessanti: libri di magia e un testo particolare, Le avventure di Biscel l’esploratore. Troppo velocemente la ragazza bollerà questo testo come un libro di fiabe quasi, etichettando i racconti legati ai popoli del Sottosuolo (elfi e vampiri) come racconti mitologici … ma è davvero così? E chi è Oset? Chi gli ha dato quei testi?

Privata delle proprie cose, tra cui un artefatto magico che le avrebbe permesso di comunicare con i suoi due migliori amici, Shyren è isolata. Ha bisogno di imparare a controllare il suo enorme potere, fonte anche di un grande pericolo visto che gli incantatori sono praticamente scomparsi dal regno. Ben presto la ragazza verrà a conoscenza di verità importanti per lei e per le sorti del suo popolo.

Parallelamente all’addestramento di Shyren, seguiamo anche quello di Derek tra i combattenti e di Vashy tra i guaritori. Proprio Vashy comprenderà per prima che qualcosa non quadra: l’addestramento, che avrebbe dovuto avere durata annuale, è subitaneo ed immediato quasi. Lei e il suo confratello, Eren, vengono mandati ad occuparsi dei villaggi lasciati sguarniti di guaritori, richiamati misteriosamente dal Re. Ma come mai? E soprattutto, che ne è di loro?

Analoga domanda viene posta nel campo dei combattenti: Derek ( e non solo lui) ricerca suo fratello, mandato in missione per conto del Re, ma senza ottenere grossi risultati. Il suo allenamento è sia fisico, sia strategico; la sua natura gentile ma riservata, lo rendono molto apprezzato dai suoi compagni con cui si allena e con cui socializza. Al termine del suo addestramento, dovrà affrontare anche lui una missione importante e da cui potrebbe dipendere la sorte del suo mondo. Cosa sta succedendo?

L’autrice lascia assaporare i diversi momenti salienti nella vita dei ragazzi, spaziando da momenti di convivialita’ a momenti più intimi e riflessivi: questo racconto permette di immergersi a tutto tondo nella storia, scorrevole e molto ben scritta. Ci si appassiona alla vita di questi ragazzi, si empatizza con le loro emozioni. Ed è proprio l’aspetto emotivo che mi ha molto colpita: i tre ragazzi riescono a maturare moltissimo nell’arco narrativo di questo romanzo, evolvendo e crescendo sia come persone, sia come membri delle loro corporazioni, divenendo ben presto elementi di riferimento per chi sta loro accanto. Ma sono anche giovani essere umani che devono affrontare e gestire i primi innamoramenti e i primi sentimenti: Derek, Shyren e Vashy si conoscono da sempre ma devono accettare i cambiamenti fisici ed emotivi che attraversano le loro vite; se le due ragazze ne sono sicuramente consapevoli, Derek, anche nella sua vita tra i combattenti, fatica a comprendere l’interesse che suscita nel sesso femminile. Ammetto di essere molto curiosa circa le evoluzioni dei rapporti tra questi tra ragazzi, soprattutto alla luce delle loro nuove e recenti interazioni con altri personaggi, penso in particolare ad Oset ed Eren (personaggi che ho davvero apprezzato).

L’autrice ha, a mio avviso, trattato le dinamiche relazionali e l’evoluzione caratteriale dei personaggi principali con grande delicatezza e accuratezza, indagando e rendendo coerenti gli aspetti psicologici dei ragazzi: così Shyren, apparentemente la più forte del terzetto, mette in gioco se stessa proprio nel momento di più profondo smarrimento senza risultare arrogante, anzi mostrando coerentemente la sua fragilità e le sue paure, e Vashy, delicata e fragile in apparenza, mostra risolutezza e prontezza di spirito quando trova il proprio posto nel mondo. E tutti e tre non perdono però quell’attaccamento sincero e autentico tra di loro e verso il loro villaggio. In questo passaggio tra il piccolo e accogliente villaggio e il campo di addestramento in cui relazionarsi con sconosciuti e sottostare agli ordini di persone gerarchicamente più importanti, vi ho letto proprio un passaggio evolutivo: dall’infanzia alla vita adulta, con tutto ciò che crescere comporta. E nel finale, un messaggio positivo per questi tre ragazzi: fisicamente separati ma mai disgiunti nell’animo, conservano e nutrono la speranza di ritrovarsi, anche se sanno bene quanto ciò possa essere difficile. Consci che nel momento in cui si entra nella Corporazione, sarà essa a decidere per il singolo, non si lasciano abbattere e sperano: un messaggio di amicizia, lealtà e speranza davvero toccante.

Entrambi erano perfettamente consapevoli che, nel momento in cui si entrava a far parte di una corporazione del regno, le proprie scelte contavano ben poco.

Da non sottovalutare assolutamente l’aspetto fantasy, presente e trattato in modo davvero interessante dall’autrice: mi ha colpita molto la dimensione onirica del fantastico. E’ attraverso i sogni che Derek e Shyren riescono a comunicare ma solo fino ad un certo punto … come mai? Ed è sempre nei sogni che Shyren riceve la visita di una creatura singolare, Ewencaal, che dice di proteggerla, che la mette in guardia dai guai e le chiede aiuto. Chi è ? Cosa vuole da Shyren? Qual è il suo ruolo?

Nel mondo di Jaltar sta covando una minaccia antica, pronta a nascere e a distruggere. Chi è la Regina delle Ombre di cui Shyren è venuta a conoscenza tramite Ewercaal? Che ruolo ha in tutte le sparizioni degli apprendisti?  E come mai viene citata anche nelle letture fornite da Oset a Shyren? Tutto sembra ricondurre a delle leggende antiche, ma sono davvero solo racconti? E tutto sembra portare agli incantatori … che ruolo hanno loro? Di cosa sono accusati, esattamente?Il lettore si pone domande e ipotesi e l’autrice è bravissima nel lasciarci qualche indizio e nel farci arrivare al finale con il fiato sospeso! Inutile dire che attendo con ansia il seguito della storia!

Uno stile interessante e coinvolgente, che non lascia nulla al caso; personaggi ben delineati e una storia di antichi popoli, di regni in conflitto e di magia; una lotta tra bene e male e giovani vite alla ricerca del proprio ruolo nel mondo; amicizie, insegnamenti, segreti e tradimenti … di chi ci si può fidare davvero?

 

 

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