Avana requiem

Avana requiem

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un giallo ambientato nelle strade de L’Avana, scritto da Vladimir Hernàndez ed edito da Sem Libri che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

TRAMA

L’Avana è una città violenta e corrotta, che non ha nulla da invidiare alle capitali più pericolose dell’America Latina. Il paradiso del primo periodo rivoluzionario è lontano, così come le immagini da cartolina delle agenzie di viaggi. Insieme al turismo l’isola si è riempita di droga e criminalità. Oltre ai libretti per il razionamento del cibo, a Cuba esiste un fiorente mercato nero. Alla Mazmorra, la stazione di polizia del popoloso quartiere dell’Avana Vecchia, gli ufficiali della Polizia Nazionale Rivoluzionaria cercano di affrontare il disordine sociale, ma spesso persino loro sono costretti a muoversi al di fuori della legge. Corruzione, violenza e bande criminali regnano sull’altra Avana, lontana dalle rotte turistiche, dove la polizia taglieggia le prostitute, i guidatori di risciò e i venditori ambulanti, e dove tutti lottano per uscire dalla povertà e conquistare un minimo di benessere. Tre poliziotti della Mazmorra – il veterano Puyol, intuitivo e intelligente, l’arrivista e spregiudicata Ana Rosa e l’impulsivo Eddy, che prima spara e poi chiede – sono incaricati di risolvere tre casi che riguardano un suicidio sospetto, uno stupratore seriale e l’omicidio di un giovane legato al traffico di droga. Ognuno di loro, lottando contro il tempo, cerca di arrivare alla soluzione usando tutti i mezzi che ha, leciti e non, perché una cosa è certa, essere un poliziotto all’Avana significa sporcarsi le mani.

La prima cosa che mi ha colpita di questo giallo e’ l’ambientazione: non avevo mai letto niente ambientato all’Avana, quindi solleticata da questa citta’ e dalla copertina molto bella, mi sono lanciata nella lettura e come i protagonisti della storia, ho deciso di sporcarmi le mani.
Lontana anni luce dall’idea che abbiamo di lei, l’Avana si presenta come una citta’ pericolosa ma attraente, un coacervo di culture che provano a vivere in equilibrio precario tra loro. Tra meticci e poverta’, essere poliziotto qui e’ una vocazione quasi … ma non sempre e non per tutti e’ cosi’. La Mazmorra e’ la centrale di polizia del quartiere dell’Avana Vecchia, zoccolo duro di violenza e criminalita’. Corrotta e subdola, la citta’ e’ specchio di una politica e di una societa’ al limite.

La strada e’ un mostro

L’autore con occhio attento ci propone un’immagine tridimensionale e realistica del paese senza infiocchettarlo: crude e scevre da abbellimenti stilistici, la storia e la scrittura del romanzo vanno di pari passo.
Le tante anime della citta’ si incarnano nei personaggi, diversi tra loro, ma accomunati dalla mano dell’autore che riesce a renderli vividi e reali; un linguaggio moderno, colorito, diretto, uno sguardo disincantato sulla situazione del paese, sulle dinamiche della sopravvivenza.

Il filo rosso che collega gli atti criminosi e’
Proprio quel requiem che da il titolo al romanzo:

Un requiem per L’Avana … la nostra liturgia funebre per l’anima collettiva di questa citta’, per una societa’ che e’ sul punto di sparire. L’Avana cadra’, come cadde Babilonia”.

Come un orologio che ticchettando segna l’urgenza della morte, cosi’ quel requiem esala il suo respiro tra l’umidita’ dei vicoli abitati da droga e prostituzione, in cui un poliziotto estorce un rapporto a chi e’ costretto a una prostituzione feroce e spersonalizzante. Tre delitti, tre figure impegnate a risolvere casi criminali. Tre tenenti diversi tra loro: Puyol con la sua intelligenza intuitiva e brillante, porta il peso di una famiglia devastata sulle sue spalle, Eduardo detto Eddy, che ignora regole e regolamenti e va dritto per la sua strada, passionale e impulsivo, e infine Ana Rosa, ambiziosa e sleale, passerebbe sul cadavere di chiunque per raggiungere i propri obiettivi. Uno di loro lavora su un suicidio troppo perfetto, l’altro su una strana setta religiosa e su un caso di spaccio e infine vi e’ il caso di uno stupratore seriale che sceglie donne disagiate e malate.
Sesso, droga, prostituzione, violenza domestica, problemi economici: i crimini sono la voce del popolo che come dira’ un personaggio secondario, ha fame. La strategia della classe politica allora sembra proprio quella dell’affamare il popolo, tenerlo soggiogato con le briciole. Un romanzo che contiene davvero tanti messaggi di una attualita’ sconvolgente.
Ognuno dei personaggi ha un segreto, una linea di confine tra pubblico e privato in una realta’ che non prevede regole, in cui non serve un mandato di perquisizione per entrare nella casa di un sospettato e basta fare la voce grossa per piegare ulteriormente una classe povera disagiata.

Se vuoi essere un buon poliziotto, dovrai imparare a sporcarti le mani”

Ma cosa significa davvero? Cedere agli istinti piu’ primitivi e abietti, credere di poter manipolare l’altro, umiliarlo e approfittare della propria posizione di apparente vantaggio. E’ davvero cosi’, in un posto dove il concetto di legalita’ e’ mera utopia?

Ignoranza e arroganza si mescolano nei tratti dei protagonisti della storia per regalarci uno spaccato ancorato alla realta’ e proprio per questo incisivo, scava nella mente del lettore un solco riflessivo e doloroso.

“L’invidia nei confronti del prossimo e le circostanze fortuite legate ai delitti contribuiscono alla soluzione dei casi molto piu’ degli indizi e delle prove”.

La realta’ di Cuba e’ per certi versi retrograda: quei sistemi che altrove sono prassi tecnologica, qui sono utopia; si va per conoscenze e per tentativi, alla scoperta di moventi similari, legati a quella lotta per la sopravvivenza che qui sembra appartenere a tutti, tranne ai ricchi.
L’arco temporale si svolge in quattro pienissimi e caldissimi giorni d’estate; la narrazione e’ in terza persona e si alterna tra i tre tenenti e altre figure secondarie che servono per farci comprendere meglio la realta’ dell’isola. Decisamente orientati politicamente, i personaggi della storia hanno idee e principi – talvolta discutibili- che muovono le loro azioni: e’interessante il modo in cui l’autore ce li mostra, senza giudicare, raccontando semplicemente le difficolta’ quotidiane di uno stato. Il finale apparentemente risolutivo delle storie, lascia in realta’ il lettore in bilico e in attesa del sequel Avana skyline di prossima pubblicazione!

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