L’eco del tempo futuro – Licanius trilogy vol.2

L’eco del tempo futuro – Licanius trilogy vol.2

Buongiorno, lettori! Oggi vi parlo del secondo volume della Licanius trilogy, L’eco del tempo futuro, scritto da James Islington (traduzione di Annarita Guarnieri) ed edito da Fanucci Editore, che ringrazio per la copia.


Mentre le ombre si espandono, un’oscurità si sveglia. Sulla scia del devastante attacco a Ilin Illan, è stata dichiarata un’amnistia per tutti gli Auguri, consentendogli finalmente di uscire dalla clandestinità e opporsi apertamente alle forze oscure che si ammassano contro Andarra. Tuttavia, mentre Davian e i suoi nuovi alleati si affrettano verso il vacillante Confine a nord, nuovi orrori lungo il viaggio mostrano che la tregua è stata proclamata troppo tardi.
Nella capitale, Wirr è costretto a fare i conti con impavidi assassini e con un’Amministrazione sempre più ostile mentre assume controvoglia il mantello di Custode del Nord; scoprirà così un mistero che metterà in discussione tutto ciò che si racconta sulla ribellione guidata da suo padre vent’anni prima. Nel frattempo, Asha inizia un’indagine segreta sulla scomparsa delle Ombre; è determinata a scoprire non solo dove siano finite ma anche l’origine dei Ricettacoli che le hanno create e, in definitiva, una cura per riportarle indietro.
E con il tempo a lui sfavorevole, mentre corre per adempiere all’infido patto con i Lyth, Caeden continua a lottare con il fardello incredibilmente pesante del suo passato. Come affiorano sempre più i ricordi, inizia a rendersi conto che le motivazioni delle due parti in questa antica guerra potrebbero non essere così chiare come sembravano all’inizio…


Il diavolo si annida sempre nelle motivazioni e nelle giustificazioni, non nelle azioni.

Il secondo volume di questa affascinante trilogia riprende proprio dove si era interrotto il primo: i Ciechi sono stati momentaneamente sconfitti, e tantissime verità ( ma non tutte, ovviamente) sono state rivelate. Come per il primo romanzo, anche qui l’autore sceglie di narrare in terza persona, alternandole, le vicende di Wirr, Ashalia, Davian, e Caeden. E’ proprio dall’ultimo di loro che si ricomincia: Caeden ha contribuito in larga parte nel salvare Andarra dai Ciechi ma ora si trova relegato in un posto che non conosce assieme ad Asar, una persona che invece conosce bene il suo passato, per il ragazzo ancora nebuloso. I primi capitoli a lui dedicati sono caratterizzati dal suo senso di frustrazione crescente nel tentativo di accedere ai suoi ricordi dell’immenso passato che ha vissuto: pur avendo intuito di essere stato una persona crudele, non riesce a conciliare quell’immagine di sé con l’idea che adesso ha del bene e di come vuole vivere la vita, salvando il mondo. Ma come può salvarlo se non ricorda nemmeno il piano che aveva programmato nei suoi “vecchi” panni? Per Asar è fondamentale che Caeden recuperi da solo i suoi ricordi e assieme ad essi la consapevolezza di chi è stato e di chi è, oltre che appunto il piano; è solo “vivendo” i suoi ricordi che può comprendere appieno le cose che ha fatto e che deve fare. L’accesso ai suoi ricordi, inizialmente lento e faticoso, arriverà come un’onda per Caeden e ciò che vede servirà sempre più a fargli comprendere l’uomo che era, il suo rapporto con i Venerati, le loro missioni volte all’idea del bene, e il suo rapporto con la fede, centrale in tutto il suo percorso. Infatti, Caeden è stato appunto uno dei Venerati, tra di loro quello più fedele all’entità di luce che si fa chiamare El.

El chiede fiducia cieca e per tanto tempo Caeden è disposto a dargliela. La questione del fato, del destino già scritto, dell’inevitabilita’ e della libera scelta è molto sottile e pervasiva per degli esseri praticamente immortali, così come il loro coinvolgimento in manovre subdole per il controllo del mondo. Pian piano, ricordando, Caeden deve affrontare il peso del senso di colpa per quello che ha fatto, pur se ha agito sempre secondo certe convinzioni: ma è davvero così? E’ stato lui a scegliere o si è nascosto dietro l’idea dell’inevitabilità? E soprattutto, qual e’ il piano di El per contrapporsi al male e che ruolo ha Caeden in questo? Prima di essere un Venerato, Caeden e’ stato un uomo devastato dal dolore della perdita della sua amata e per la prima volta ha fatto cose indicibili; oltre pero’ le azioni piu’ evidenti, il suo folle desiderio di riportare in vita l’amata ha generato altro… una nuova ossessione che lo perseguita da millenni, torturandolo.

Non siamo onniscienti. A un certo punto dobbiamo decidere di avere fiducia. Di credere.

Personalmente, pur se non sempre immediatamente comprensibili, ho trovato i ricordi di Caeden molto interessanti per ricostruire la storia dei Venerati, la storia di Caeden e dei dareciani, oltre che per indagare gli aspetti più filosofici della fede e del credere. Caeden è un personaggio che deve decidere da che parte stare, che deve imparare nuovamente a fidarsi di se stesso: quanto verrà influenzato dal passato? Attraverso i suoi ricordi, conosciamo quindi non solo gli altri Venerati, la loro convinzione di agire in nome di El e del bene supremo, ma conosceremo anche il suo senso di perdita per la moglie Ell, il suo rapporto conflittuale con Nethgalla e quindi il suo bisogno profondo di amare, di essere riconosciuto oltre le barriere del tempo. Come può qualcuno amarlo pur sapendo cosa ha fatto? Questo si chiede spesso Caeden e sarà solo nel presente che troverà le sue risposte.

Parallelamente al percorso di Caeden, che spesso si intreccerà con quello degli altri personaggi, ritroviamo Wirr nella sua nuova, controversa posizione, costretto a combattere una serie di ostacoli che provengono proprio dall’interno della sua famiglia. Come può essere lui a guidare l’Amministrazione, essendo un Talento? Wirr, invece, proprio per questa sua natura , di essere la persona giusta ma deve davvero affrontare mulini a vento fatti di sfiducia e della più bieca ignoranza. Certo, attraverso i resoconti paterni di cui verrà in possesso, scoprirà che non sempre Auguri e Talenti si sono comportati in modo ottimale, ma per questo vanno puniti tutti e tutte le generazioni successive a quella? Inoltre, il ragazzo è impegnato a scoprire come suo padre e suo zio siano entrati in possesso degli strumenti in grado di controllare i potentissimi Talenti e farà delle scoperte incredibili, tasselli che si ricollegano ad un piano molto più generale. Quando, per proteggere il suo ruolo istituzionale, verrà messo alle strette, sarà costretto a portare una delegazione proprio al Confine, il posto meno sicuro del mondo, convinto che solo toccando con mano la minaccia, le Case si renderanno conto della sua sussistenza. In alcuni momenti, ho davvero invidiato a Wirr la forza di volontà e la pazienza: avrebbe potuto facilmente manipolare il consenso degli Amministratori, o mettere a tacere il suo più feroce nemico, ma ha scelto l’onestà, perché senza di essa non potrebbe mai costruire il mondo che vuole e a cui ha dato inizio con l’Amnistia degli Auguri.

Davian, insieme ad Ishelle, è impegnato anche lui in una lotta continua e frustrante contro l’ignoranza e l’intolleranza del diverso: se come apprendista Talento era abituato al disprezzo della gente senza poteri, si aspettava accoglienza diversa tra i Talenti a Tol Shen, e invece resterà tristemente deluso perché ora che è Augure, i Talenti sembrano terrorizzati da lui. Arrivato finalmente al Confine, la cui vista è qualcosa di spaventoso: immenso, rilucente, emana una potenza sovrumana, si chiede come potrà contribuire, lui e i suoi amici, a risanarlo. Il tempo stringe.

Anche Ashalia è impegnata in una serie di ricerche sulle Ombre e sui Ricettacoli, motivo per cui decide di partire per Deilannis, la città dei dareciani avvolta nell’impalpabile nebbia, con due personaggi che si riveleranno fondamentali per le sue scoperte e per il suo destino che sembra anch’esso compiersi al nord. Il Confine, originariamente pensato come provvisorio, dura da circa duemila anni ma nel tempo ha cominciato a cedere: scoprire come alimentarlo e perche’ sta cedendo, si riveleranno tra i compiti piu’ difficili da portare avanti per i nostri protagonisti, tra ipotesi e dure scoperte. Nessuno e’ al sicuro: ne’ il Confine stesso, ne’ gli avamposti, ne’ Andarra. La minaccia e’ reale e ha trovato un varco.

Pagina dopo pagina, le rivelazioni e le scoperte che i singoli protagonisti fanno, assumeranno un significato all’interno di un quadro estremamente complesso e molto, molto più grande di loro perché è in ballo la salvezza dell’intero mondo. Personalmente, ho letteralmente divorato questo secondo volume e come era accaduto per il primo, ogni singolo personaggio e relativa storia mi ha rapita totalmente; i capitoli finali, poi, sono un susseguirsi di decisioni difficili e dolorose che espongono al pericolo e all’incertezza alcuni dei personaggi a cui mi sono chiaramente affezionata. La costruzione del mondo continua ad essere precisa e puntuale come lo era stata nel primo volume: non c’è dettaglio che l’autore, sia pure coi suoi doverosi tempi, non descriva alla perfezione; dalle armi ai paesaggi, nulla è lasciato al caso. Come Asha noterà, la sensazione crescente è che i personaggi siano pedine su una scacchiera più grande di loro, fuori dalla loro comprensione per ora; più di tutti, proprio lei si rivelerà centrale in una sorta di gioco – che nulla ha di divertente – per la salvaguardia del mondo. Qual è la parte giusta da cui stare? Dove si annida la verità assoluta? Di chi ci si può fidare quando scavando nel passato sembra che tutti abbiano manipolato la verita’ silla base del proprio interesse facendo leva sui bisogni altrui?

Ritornano alcune tematiche care al genere di riferimento: è centrale il tema del viaggio, della ricerca della verità, così come il sempiterno conflitto tra bene e male. In particolare, attraverso Caeden, viene indagato a fondo il tema del libero arbitrio: a fronte di un mondo già destinato ad essere, le decisioni singolari sono autenticamente individuali o sono inevitabili? Come si colloca in questo quadro l’idea della speranza, la possibilità di mutare il fato? E’ possibile? Ma soprattutto, chi decide, il “dio” è entità votata al bene o no? Come si può saperlo? A questo tema si collega quello di giustezza delle azioni svolte in nome del fantomatico bene superiore, e della moralità di chi le compie. Cosa è giusto? Distruggere un popolo perché si stava avvicinando troppo alla verità è giusto? Imprigionare i propri amici per impedire che ciò avvenga è giusto? Quanto e’ gravoso il peso delle conseguenze?

Tra bugie e manipolazioni, tra scelte drastiche e necessarie, un epilogo incredibile: cosa accadrà adesso? Quale sarà il destino dei singoli personaggi e di Andarra? L’autore costruisce una trama fatta di piccoli intrecci, di passato, di presente e di futuro, di verità parziali che trovano poi contezza solo quando i pezzi vengono messi assieme; la magia è qualcosa che spaventa moltissime persone e troppo spesso si decide di soffocarla, di manipolarla, per ottenere un controllo e una sensazione di potere. Inoltre, la magia – nella forma del kan- ha radici antichissime e porta ancora una volta a chiedersi se sia legata al bene o al male. E se e’ legata al male, e’ qualcosa che da fermare ad ogni costo?

I personaggi, come nel primo libro, vivono talmente tante esperienze, hanno così tante responsabilità da faticare a dimostrare la giovane età che hanno, anche se non mancano alcune scene di pseudo-normalità e momenti di intimità; mi sono apparsi molto maturi e seppure qualcuno ha mostrato delle ingenuità lo ha fatto nel nome della lealtà e dell’amicizia. Oltre ai personaggi principali, ritroviamo qualcuno gia’ visto nel primo volume e nuovi ingressi; tra creature terribili e spade dagli oscuri poteri, le altissime aspettative che avevo dopo aver letto ed amato il primo volume sono state ampiamente ripagate da questo volume!

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