Leopardo nero, lupo rosso

Leopardo nero, lupo rosso

Buongiorno, lettori! Oggi vi parlo del romanzo dark fantasy Leopardo nero, lupo rosso , scritto da Marlon James ed edito da Frassinelli, che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

TRAMA

Mistero e magia, potere e sangue sono gli elementi portanti di questo straordinario romanzo epico, il primo fantasy ambientato in un’Africa dove leopardi e lupi si mescolano con uomini dai poteri sovrannaturali. Già opzionato per una serie televisiva, Leopardo nero, lupo rosso è il primo libro di una trilogia, accolto con enorme successo in US e UK. Nello straordinario primo romanzo della trilogia Dark Star di Marlon James, mito, fantasia e storia fanno da sfondo alle avventure dell’Inseguitore, un mercenario ingaggiato per trovare un bambino scomparso tre anni prima. L’Inseguitore è famoso per le sue doti di cacciatore solitario – «Ha un gran fiuto», dice la gente -, ma per questa missione deve lavorare con un eterogeneo gruppo di personaggi, ciascuno dei quali si porta dietro un segreto. Primo fra tutti il muta-forma Leopardo. In viaggio sulle tracce del bambino, l’Inseguitore si sposta da un’antica città all’altra, si addentra in fitte foreste, attraversa fiumi vorticosi e si scontra con mostruose creature decise a ucciderlo. In quella lotta quotidiana per la sopravvivenza, comincia allora a chiedersi chi sia veramente il bambino che sta cercando, chi vuole impedirgli a tutti i costi di trovarlo e soprattutto chi mente e chi dice la verità. Leopardo nero Lupo rosso è il primo romanzo della trilogia Dark Star, scaturita dalla sfrenata immaginazione di Marlon James, già vincitore del Man Booker Prize. Opzionato da Warner per una serie TV, il libro è un fantasy epico immerso nella storia nelle leggende e nel folklore di un’Africa mitica e bellissima.

“Il bambino è morto. Non c’è altro da sapere”, così comincia il flusso di coscienza, l’ipotetico dialogo che Inseguitore intrattiene con Inquisitore, una figura avvolta nel mistero e nel silenzio narrativo.  Interrogato ed imprigionato, Inseguitore comincia a raccontare, a raccontarci e forse per la prima volta anche a raccontarsi la sua storia e parte dall’origine, dicendoci chi è e da dove viene, partendo da quando anche lui era un bambino, vittima degli eventi e degli adulti. Figlio di un padre violento e vile, e di una madre che subisce (agli occhi del figlio) violenze ed angherie, Inseguitore cresce accumulando livelli elevati di disgusto e rabbia. Costretto alle percosse, a vivere in un contesto famigliare disturbato ma tipico della sua cultura, arriva il giorno in cui esplode e dopo l’ennesima violenza, compie un gesto estremo che lo costringe a dover abbandonare quel luogo. Da quel momento in poi, Inseguitore diviene un’anima raminga: vaga, ma non riuscirà mai a sentirsi del tutto a casa in nessun luogo. Nella prima parte del suo viaggio conserverà ancora una parte di quell’innocenza, di quell’ingenuità legata alla sua giovane età, che verrà poi stroncata dalle cose che è costretto a vedere, fare e subire. Inseguitore, adolescente, si mette alla ricerca di se stesso attraverso una sorta di recupero delle sue origini; mascherato da un bisogno di vendetta, torna al villaggio di suo padre, nel territorio Ku, dove troverà un “diletto zio” che diletto non sarà affatto. Qui verrà a conoscenze di verità impensabili sul suo conto, sulla sua famiglia e su di sé, che lo renderanno ancor più arrabbiato ed inquieto, soprattutto perché a quanto pare tutti sapevano, tranne lui. Umiliato e solo, Inseguitore deve fare i conti con chi è. Il villaggio, con i suoi stregoni e i suoi demoni, mette quasi in relazione la sensibilità di Inseguitore, la sua giovanile illusione, con il fatto che nessuno nella sua famiglia si sia preoccupato di tirare fuori la femmina dal suo corpo. Secondo una loro usanza e tradizione, infatti, quando si nasce, si è sia uomo che donna: attraverso un’operazione, che segna il passaggio all’età adulta, virile o fertile, viene “tagliato” l’uomo dalla donna e la donna dall’uomo. Ormai per Inseguitore è troppo tardi: il rito, che avrebbe dovuto essere compiuto dal padre, non è più praticabile e questo lo condanna a vivere la sua doppia anima, la sua doppia natura. Un’interessantissima interpretazione della dualità che tutti conserviamo in noi, e con cui tutte le culture, a ogni latitudine, si sono confrontati. Dopo questa ed altre notizie, Inseguitore parte per un viaggio fisico, geografico ma soprattutto interiore, che lo cambierà in modi incredibili. Tra demoni, magie, intrighi e segreti che non devono essere svelati, si troverà immerso in una ragnatela di eventi da cui sembrerà difficile uscire. Accompagnato da personaggi interessanti e multisfaccettati, Inseguitore, grazie al suo fiuto, verrà assoldato per cercare un fantomatico bambino scomparso: chi è? Perché è così importante? E soprattutto perché chiunque ne racconti la storia, mente? L’incredibile naso di Inseguitore, il suo talento più grande, lo porterà alla ricerca del bambino, ricerca che si trasforma in un percorso evolutivo e di crescita anche per lui. Apparentemente, Inseguitore sente di non avere nulla da perdere in questa missione molto pericolosa, ma, piano piano, si accorgerà che non è proprio così, e le sue difese interiori cadranno, una dopo l’altra. Abituato a proteggere corpo e cuore da delusione e nuovi abbandoni, imparerà anche che per vivere bisogna lasciarsi andare, pena il rischio di sopravvivere e basta. Stupisce e colpisce il lettore l’intensità coinvolgente di questo personaggio, la sua ironia, la sua fragilità che traspare dai suoi silenzi, dalle sue battute sagaci ma più di tutto dalle sue azioni che sembrano sempre mettere in dubbio la sua fama di solitario: credo che dentro Inseguitore arda un vulcano incredibile, pronto ad esplodere, ma di cui lui per primo ne ha una paura folle.

Il mondo che l’autore ci propone è incredibile: una società che ricorda l’Africa tribale, con le sue suggestioni e tradizioni, coi riti sciamani, e un demone per ogni aspetto della Natura e della vita, che si personificano e maledicono gli umani. E’ un mondo crudele , abitato da perversioni abiette e corruzione morale, in cui vi è prostituzione di anima e corpi, venduti, maltrattati, barattati. Geograficamente diviso in territori del Nord e del Sud, tra di essi vi è una guerra che va avanti da lungo tempo: potere e sangue, conquista e morte. I Re che sono al comando dei vari territori sono sanguinari e spesso etichettati come “folli”, capaci di rinchiudere membri della propria famiglia pur di preservare la propria pretesa al trono; l’avidità umana emerge con forza, così come le paure più ancestrali che vengono usate a proprio vantaggio per spaventare avversari, nemici e il popolo. Al centro di queste politiche pare esserci proprio il bambino che Inseguitore è chiamato a cercare attraverso Terre Oscure, porte misteriose, demoni e fantasmi interiori. Inseguitore continua a raccontarsi che il bambino per lui non significhi nulla, ma in realtà è mosso dal desiderio di salvarlo, per salvare tramite lui se stesso e quei bambini che ha incontrato da ragazzo, i mingi.

Inseguitore, pagina dopo pagina, matura e cresce, comprende e legge bene i dilemmi morali ed etici del suo tempo e del suo mondo, non ha paura di esporsi e di sporcarsi le mani. E di rischiare con azioni di rottura e che potrebbero mettere a rischio la sua vita, per ciò in cui crede. Ma in cosa crede, Inseguitore? Chi è davvero: il “lupo nero” con un occhio solo, o l’uomo che sogna di tornare dai suoi bambini per riappacificarsi con una di loro in particolare? E’ l’uomo che definisce tutte le donne “strega” ma in cuor suo cova ancora rabbia per la madre che percepisce come debole? O l’uomo che ama gli uomini? E’ il ragazzo con la battuta pronta o il ragazzo che ha il terrore panico della solitudine? Inseguitore, il cui nome ci resta sconosciuto, è tutto, è l’uno e il suo opposto, è luce ed ombra. E’ generosità e gelosia, è possesso e indipendenza: è un giovane uomo cresciuto senza sapere cosa sia l’amore in un mondo che d’amore non parla mai. Eppure, egli sente, brama, vuole, amare.

Mi ha colpita il rapporto che avrà con il Leopardo prima e con Mossi, il prefetto, poi. Entrambi gli uomini sembrano quasi delle proiezioni del sé – o di parti di esso- dell’Inseguitore. Come tutti i rapporti e le relazioni significative che ha, anche queste sono regolate da ambivalenza e dualità: i due uomini sono percepiti come oggetto d’attrazione viscerale, fisica, ma anche come un polo opposto di una calamita personale. Attrazione e allontanamento, desiderio e paura: è un po’ come se Inseguitore li ammirasse per le qualità che vede in loro e che lui non possiede e poi, li odi per questi stessi attributi, specchio delle sue mancanze. Ama e odia il Leopardo, indipendente, sessualmente libero, mentre lui si sente frenato, vorrebbe ma non può. Ama e odia Mossi, soldato vincolato a un codice di onore e rispetto, mentre lui sente di non appartenere a niente e nessuno. Una dicotomia molto intensa e che provoca sofferenza in chi la sperimenta; una dualità che arriva al lettore, che appartiene anche a tutti noi, l’eterna lotta tra autonomia e dipendenza. Inseguitore vuole appartenere a qualcuno, vuole amare, ma al tempo stesso ha paura, e quindi respinge quando vorrebbe abbracciare. Il Leopardo, poi, si fa portavoce di una domanda scomoda: “sei felice?”, chiede a Inseguitore. E lui non sa cosa rispondere: il lettore, insieme a Inseguitore, si chiederà cosa possa essere la felicità nel mondo folle e caotico in cui lui vive. Mentre Mossi lo porterà a riflettere sull’odio bilioso che Inseguitore ha verso le donne, a partire da quella madre che sembra non vedere come vittima del padre ma come complice delle sue violenze.

Inseguitore è un personaggio che vive un profondo senso di solitudine, di straniamento, di non appartenenza:

Ma io passo la maggior parte delle mie giornate da solo, e delle mie notti con gente che non ho mai voglia di rivedere al mattino. Ammetterò, almeno nell’anima mia più buia, che non c’è niente di peggio che stare in mezzo a tante altre anime, magari perfino anime conosciute, sentendosi comunque soli.

Dal punto di vista dell’esperienza di lettura, il romanzo necessita di qualche capitolo per addentrarsi nella storia e permettere al lettore di orientarsi a livello geografico e soprattutto per comprendere le dinamiche di un mondo intriso di violenza e di sesso, molto spesso inteso come brutalizzazione e violazione dell’altro per ottenere un proprio piacere. Nel momento in cui il lettore comincia a comprendere la direzione della narrazione, gli sarà difficile staccarsi dal romanzo perché vorrà immergersi ancora più a fondo nella storia personale e nella psiche di Inseguitore, e scoprire l’esito della sua missione. Inseguitore diviene un compagno fedele nella lettura. Il mondo presentato è animato da una religiosità lontana da quella a cui siamo abituati e che quindi risulta avvincente ed interessante; sono chiari gli scenari che hanno ispirato l’autore, il quale ha attinto a piene mani da ambientazioni e culture specifiche, aggiungendoci però un tocco personale ed originale che diventano il valore aggiunto di questo primo volume dark fantasy. E il dark emerge con forza nelle sfumature dei personaggi, così avvezzi alla schiavitù, alla violenza, al male, da non riuscire a cogliere elementi di bellezza e autenticità nella vita. Maledizioni e sogni, bambini di fumo e spiriti invocati con il sangue: il mondo proposto è intriso di riferimenti culturali e di mitologia che fa leva sulle angosce ancestrali e sulle paure primitive. Legge, giustizia, morale sono concetti specifici e che vanno letti all’interno di un contesto ben caratterizzato e argomentato; così pure i personaggi, sono coerenti, credibili e ben approfonditi da un punto di vista caratteriale.

La scelta di un narratore prevalentemente interno alla storia ( tranne in qualche passaggio) , che parla in prima persona, interagisce con il suo pubblico, rappresentato dall’Inquisitore che deve giudicarlo, a cui pone domande, è calzante per il tipo di storia presentata: tutto verte sulla questione della “verità“, qual è quella definitiva?

Vivido e realistico, lo stile dell’autore descrive senza mai annoiare, racconta i dettagli più crudi senza risparmiare nulla al lettore perché sono tutti elementi che gli serviranno per comprendere ciò che succede … e ne succedono di cose! Azione, mistero, magia, dialoghi irriverenti e ironici: un romanzo sicuramente complesso ma appassionante. Nota di merito per la copertina evocativa e meravigliosa.

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