Review Tour: Il priorato dell’albero delle arance

Review Tour: Il priorato dell’albero delle arance

Buongiorno, lettori! Oggi Review Party dedicato ad una delle uscite più attese dell’anno: Il priorato dell’albero delle arance, scritto da Samantha Shannon ed edito da Mondadori, che ringrazio per la possibilità di leggere il romanzo in anteprima.

Il romanzo fantasy dell’anno. La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c’è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys … Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili eroine, l’epico fantasy al femminile per il nuovo millennio.

Subito dopo aver voltato l’ultima pagina del romanzo, due aggettivi hanno invaso la mia mente: incredibile e magistrale. Incredibile come un romanzo composto da più di 800 pagine mi sia letteralmente scivolato tra le mani, e mi abbia spinta a volerne ancora, assuefatta del tutto al mondo, ai personaggi dell’autrice. E quindi magistrale, perché nonostante il narrato corposo, la storia non perde mai ritmo, anzi incalza e cattura al punto da non riuscire a staccarsene; una storia le cui atmosfere restano nella mente del lettore, esaltandolo, coinvolgendolo a tutto tondo.

Pur entrando nel vivo dell’azione sin dalle prime pagine, il lettore avrà bisogno di qualche capitolo per orientarsi all’interno di un mondo complesso per geografia e per la presenza di tanti personaggi che da subito reclamano a gran voce il loro spazio e la loro importanza nelle varie trame. La narrazione segue quindi diversi punti di vista che si articolano su diverse collocazioni geografiche: ogni capitolo, infatti, è dedicato all’area fisica in cui si svolge il relativo filone, Oriente, Occidente, Meridione, e in ognuna di queste parti del mondo vi sono dei personaggi principali che narrano le loro vicende, descritte utilizzando la terza persona. Loth, Ead, Roos e Tanè sono le voci principali del racconto a cui si affiancheranno una vasta e variegata serie di comprimari e comparse che rendono questo romanzo avvincente e immenso. Tramite i personaggi principali il lettore compirà diversi viaggi fisici spostandosi in lungo e in largo attraverso un mondo suggestivo ed estremamente dettagliato sia a livello paesaggistico sia a livello socioculturale. Il lettore si addentrerà nel mondo dei corsari, nel mondo dei draghi, nel mondo dei sotterfugi di corte; tra magia e dinastie antichissime, il lettore viene catapultato in uno spazio costruito alla perfezione. Originale e interessante, il mondo ideato dall’autrice si compone di otto casate, otto territori ognuno caratterizzato e differenziato dagli altri per struttura sociale, politica e per credo religioso. La fede e la religione sono due delle colonne portanti di questo universo: è proprio sulla base del credo religioso che i territori si sono schierati, alleati o contrapposti l ’uno con l’altro. Ogni territorio ha le sue storie che sono importantissime: la dimensione del mito e della leggenda, che abbracciano e uniscono popolo e nobili, sovrani e domestici, è molto sentita da tutti. Spesso, in diversi luoghi, si sente rimarcare il concetto che le storie nascono ( e nascondono) sempre un seme di verità; il problema nasce quando queste verità chiaramente non combaciano tra chi le racconta a proprio modo,ritenuto ovviamente più verosimile di quello altrui, motivo che scatena odio, chiusura e guerre sotto l’egida dubbia dell’eresia. Proprio come accade nei territori meno fantastici e più prossimi alla realtà, vero?

Tutte le storie scaturiscono da un germe di verità … sono sapienza che si fonda sulla rappresentazione simbolica.

La storia cambia in base a chi la narra, così per alcuni una ragazza è eroina, per altri è donzella in pericolo salvata dal bel principe che per altri è un impostore. Tutte le storie però concordano su chi debba ricoprire il ruolo di cattivo: il terribile Senza Nome, nato dall’utero di fuoco, creatura malvagia che, a capo della sua armata draconica, vuole appropriarsi di tutti i territori e dominare il mondo.


È nei momenti in cui la storia manca di far luce sulla verità che si generano i miti.

Tuttavia, le creature magiche e antiche, i wyrm, non sono le sole: esistono draghi che hanno scelto di unirsi agli uomini per combattere il male. Tanè , orfana, desidera da sempre diventare Guardiana dei Mari e combattere con accanto un drago; Eadaz è membro di un Priorato segreto e magico che da sempre ha il compito di proteggere il Meridione dal potere draconico e annientare i wyrm; Sabran è l’ultima discendente di una stirpe al femminile che “argina” l’ascesa del Senza Nome mettendo al mondo una sola figlia femmina destinata al Reginato; Roos è un’alchimista che spera di trovare nei draghi l’ingrediente mancante per l’elisir dell’immortalità; Loth è il giovane erede di Betulladorata, cresciuto a corte e amico della regina, motivo per cui viene considerato un personaggio scomodo.

Cosa lega tra loro queste storie? In che modo si intrecciano? L’abilità dell’autrice è indubbia: la sua prosa è intensa e accattivante, descrittiva e vivida, riesce a rendere credibile e coerente un mondo chiaramente fantastico; la sua fantasia accende di riflesso quella del lettore. L’elemento fantasy trasuda da ogni riga: dalla presenza di creature mitologiche come i draghi, e i wyrm – che si sono uniti ad altre creature dando origine ad una varia progenie- dall’alchimia alla magia che spaventa e terrorizza gli abitanti di Inys, il Mondo è permeato da quell’atmosfera magica che ben si adatta allo stile dell’autrice. La caratterizzazione dei personaggi è precisa ed attenta; ogni aspetto della loro vita viene approfondito e studiato nei dettagli, cosa che li rende riconoscibili nel panorama immenso di voci che l’autrice ci fa ascoltare.

Tra tutte le ambientazioni, quella che mi ha più affascinata è il Reginato di Inys, fondato, secondo il mito, da Galian il Santo e dalla prima Regina; incentrato sul credo delle Sei Virtù, è una corte in cui la discendenza di sangue importa davvero qualcosa. Ogni personaggio politico che conti vanta nel suo albero genealogico uno di quei primi sei cavalieri che hanno aiutato il Santo nella sua missione; ognuno di loro ha una virtù che lo definisce e uno stemma da mostrare, i membri della nobiltà possono scegliere un patrono a cui affiliarsi, tranne la Regina che è l’unica a poter esporre il sigillo del santo stesso, la mitica spada di Ascalon con cui è stato ferito mortalmente il Senza Nome, e che dà il nome alla capitale di Inys. Una complessa gerarchia regola la prossimità alla Regina, che ha al suo servizio dame che si occupano di ogni aspetto della sia vita; le più importanti sono le cosiddette Ancelle del Baldacchino che si occupano degli aspetti più intimi della sovrana. Discendenti delle famiglie più nobili, di fatto dedicano la loro intera esistenza alla corona anteponendo la loro vita a quella di Sabran. E proprio al ruolo di ancella aspira la straniera Ead, che vive da quasi otto anni a corte, come domestica della Regina. Poco incline a trattare con la dovuta deferenza la Regina, a darle sempre ragione, Ead spicca tra le altre dame e si fa notare; ma molti sono i talenti che la ragazza cela agli occhi di tutti …

«Il buio rende nudi. Svela la nostra vera natura. È di notte che la paura si presenta al suo massimo, quando non abbiamo modo di difenderci» continuò Ead. «Farà di tutto per insidiarsi dentro di voi, e a volte ci riuscirà, ma… non lasciate che vi convinca di essere la notte.»

Da dove viene, realmente? Qual è la sua missione? Sempre attenta a non destare sospetti, Ead imparerà che vivere a corte rende necessario farsi degli amici, come Meg e Loth: Ead è un’amica fedele, anche se nessuno conosce davvero la sua identità, è leale e si affeziona sinceramente a questa corte così lontana dal luogo e dalle usanze da cui proviene. Pagina dopo pagina, il lettore scoprirà che anche Sabran non è solo l’apparentemente viziata sovrana rigida , ma una giovane donna prostrata dal peso della responsabilità. Difficile non empatizzare col legame intenso che si crea tra le due ragazze, che evolve e cresce, ed esula dal rapporto tra una sovrana e la sua dama preferita, per diventare qualcosa di intimo ma proibito.

Mi hai vista come mi vede la notte. Hai visto la vera me.

In questo mondo, la magia è determinata e regolata da un dualismo elementare: fuoco da sotto e stelle da sopra, ma cosa succede quando l’equilibrio vacilla e il fuoco prende il sopravvento? Alchimia, magia, tavole antiche, tutto sembra ricondurre a una profezia che ha il sapore di una amara verità, indigesta a tutti, ma per la quale molti sono morti, consapevolmente o meno. Tra chi ha votato la propria vita e successiva morte alla ricerca di questa tesi, chi invece la confuta con fermezza, chi avrà ragione?

Pian piano, una storia incredibile si disvela agli occhi dei protagonisti e di chi vorrà crederci, scuoterà le fondamenta stesse del mondo conosciuto e forse darà finalmente modo agli uomini di lottare contro il Senza Nome. Nel periodo più oscuro del mondo, serve avere fiducia in qualcosa di nuovo e di tangibile, serve abbattere confini e pregiudizi … la lotta tra bene e male è appena iniziata.

Diversi sono i messaggi contenuti nel romanzo, primo su tutti la capacità e la necessita’ di aprirsi al cambiamento, con la possibilità di migliorare ed evolvere, di modificare la situazione in meglio; nonostante l’abnegazione possa condurre ad abbracciare principi etici e morali, specialmente se questi appartengono ad un background famigliare e culturale (si è sempre fatto così), bisogna avere il coraggio di mettersi in dubbio e in discussione, ascoltando l’altro da cui si può imparare. Così dovrà fare la giovane Sabran, le cui responsabilità sono tanto più enormi perché deve affrontare una guerra interna ed una contro un nemico che fa francamente paura: cercare nuovi alleati significa dover fare delle concessioni e prima ancora, aprirsi all’altro, a idee diverse, a religioni diverse.

Un altro tema molto presente nel romanzo è quello dell’amore: il mondo descritto dall’autrice lascia poco margine per questo sentimento, specialmente tra i nobili costretti a sposarsi per suggellare alleanze, ma che spesso in segreto coltivano relazioni extraconiugali, che mettono anche a repentaglio la vita propria e dell’amante.

Quando il matrimonio è percepito come un dovere, necessario solo per sfornare l’erede di turno, e il sesso è ammantato di vergogna e colpa, diventa chiaro che l’amore va ricercato in un’altra cerchia che, per come è strutturato questo mondo, spesso è composta da persone dello stesso sesso. L’amore omosessuale così come quello tra membri di caste differenti, non è consentito, ma questo non impedisce che sorga e nasca. La penna dell’autrice regala momenti di grande intensita’ sentimentale e anche quando narra la passione fisica lo fa con eleganza, rendendo il lettore partecipe prima di tutto emotivamente. Il pathos e’ sempre in crescendo e ha il giusto tempismo nella storia.

La tematica della donna e della sua condizione è trattata da diversi punti di vista, all’interno di un romanzo che sicuramente si può definire al femminile: sebbene a Inys il culto sia legato al Santo, in un’altra parte del mondo – importantissima – è la principessa Cleolind ad essere venerata, nella sua accezione di Madre. Ma non è la sola eroina forte del romanzo, intriso di personalità femminili molto forti, nel bene e nel male. Sabran per prima deve lottare con il compito-stereotipo della gravidanza, per dare l’erede al Reginato: interessante le riflessioni che la stessa sovrana fa sul suo corpo di donna, sul suo ruolo di madre, e ciò che le altre dame le dicono al riguardo. Come già detto, la sessualità è mero strumento per procreare, perché solo tramite un figlio c’è possibilità di avere un valore in un mondo comunque maschilista. Nonostante il Reginato sia dominato da donne, se non generano un erede, il rischio è la guerra civile. E al femminile si declina il legame di Ead con la sua terra e con le sue sorelle; anche lei dovrà scoprire l’amaro prezzo dell’invidia e della gelosia, il frutto malato del risentimento e della cecità morale. Donne forti, donne potenti, donne magiche. Donne che amano senza riserve.

Agli occhi di una giovane donna, il mondo intero è una gabbia.

Accettazione di sé, con i propri limiti e le proprie colpe, perdonarsi per andare avanti, guardare alla propria fallace umanità ed abbracciarla, senso di responsabilità e carico di aspettative, tante sono le riflessioni che l’autrice tramite i suoi personaggi ci porta a compiere, all’interno di una trama ordita alla perfezione, piena di colpi di scena e di incastri. Ipotesi e domande, collegamenti e rivelazioni, tutto va al proprio posto, per regalarci una storia epica.

Una storia che vi farà sognare, innamorare di questi personaggi complessi, maturi, impavidi e coraggiosi, leali e sognatori, determinati a proteggere il loro mondo e coloro che amano.

E poi, vi ho già detto che ci sono i draghi?!?

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