Erich e la città di sale

Erich e la città di sale

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo del nuovo romanzo fantasy targato I.D.E.A. Immagina Di Essere Altro: Erich e la città di sale, scritto da Gaia Verzegnassi.

Ringrazio la Casa Editrice per la lettura in anteprima del romanzo!

TRAMA

Erich è un ragazzo come tanti a Jua, un giovane bardo che mira a diventare famoso tramite i libri ancora non scritti. Alla morte del nonno, che fin da piccolo lo aveva incantato con le sue storie sulla città leggendaria di Ie Ajn, decide di rispettarne le ultime volontà portando le sue ceneri in quel luogo mitico. Ha inizio così una storia incredibile, fatta di nuove razze nel panorama fantasy e misteriosi intrighi e giochi di potere. “La curiosità ci spinge sempre oltre il limite consentito”, Erich ha fatto di questa massima un’arte. Per scrivere il libro che lo renderà famoso, farà di tutto, capovolgendo la sua visione del mondo, e si troverà a ficcare il naso in cose che non lo riguardano o forse sì…

Il romanzo si apre con un viaggio a bordo di una carovana che attraversa un infinito deserto particolare, fatto di sale: Erich, voce narrante della storia, sta viaggiando insieme a degli altri personaggi per raggiungere la leggendaria Ie Ajn, città che popola i suoi sogni – così come quelli di molti altri. Il suo obiettivo è quello di riportare le ceneri di suo nonno, figura per lui fondamentale, nel posto che ha amato più al mondo. Il lettore si approccia così al mondo delle Terre Emerse tramite gli occhi di Erich, giovane bardo col sogno di scrivere i suoi libri, di narrare le sue storie. E la più incredibile storia è proprio quella che ancora non conosce e che non sa di aver iniziato a vivere, dal giorno in cui ha accettato di esaudire le volontà di suo nonno. Lo sguardo di Erich sul mondo è uno sguardo attento, preciso, dettagliato ( qualche personaggio che incontrerà potrebbe obiettare che sia anche troppo attento!): avido di sapere e conoscenze, è un’anima buona e pura, che vuole immergersi in una realtà completamente diversa da quella di origine. Jua, la terra da cui proviene, viene dipinta come un luogo pieno di malvagità, corruzione e criminalità, a cui si contrappongono le caratteristiche idilliache che Erich riconosce in Ie Ajn.

Un po’ paradiso, un po’  terra promessa, la città viene raccontata come il luogo in cui tutto funziona alla perfezione: la Legge fa in modo che i crimini non vengano mai lasciati impuniti, e un consiglio composto da Dodidi Giudici si assicura che la condanna sia congrua e condivisa; l’ultima parola spetta comunque alla Regina, che decide della sorte dei criminali. Per le strade di Ie Ajn, inoltre, è bandita ogni forma di religione, che, vista la varietà di razze presenti, potrebbe rappresentare un elemento di dissidio e causare tafferugli; nel privato, tuttavia, ognuno può pregare liberamente. Il mondo ideato dall’autrice è ricco e pieno di magia: creature fantastiche infatti popolano le strade di una città che potremmo definire “multietnica“. Tra nani, elfi puri ed impuri, viverne, Immortali, e “bestiali“, molte sono le specie che si sono trovate a poter vivere nella città di sale: qui si sono radunati i reietti e il luogo stesso vanta nella sua origine una storia di reietti per la sua fondazione. Diviene un luogo mitologico, la cui ubicazione e strada per arrivarci è segreta alle altre terre: questo accresce ancor di più fascino e suggestione agli occhi del nostro giovane bardo. Sarà però il corteo di Cacciatori di viverne e più di tutto, la visione della Regina durante un processo, a cambiar per sempre il destino di Erich. Ammantata di mistero, avvolta in un velo nero, nessuno ha visto il viso della Regina, ultima della Casa Reale: che segreto nasconderà? E chi è il giovane elfo puro che incute timore e paura in tutti, l’Alto Generale che siede sempre al suo fianco? Come mai un elfo dal suo potere ha lasciato la terra di Laav, luogo in cui gli elfi perpetrano la loro stirpe pura, per divenire Cavaliere, spia e poi Generale? A lui si deve la vittoria di Ie Ajn nella storica guerra, ma è un personaggio enigmatico. Quasi compiaciuto della sua leggenda sadica, l’Alto Generale incarna il ruolo dell’elfo algido, freddo e crudele … sarà davvero così?

Dopo aver adempiuto alla volontà del nonno, Erich scopre dentro di sé una vera e propria ossessione per la Regina e per le storie che potrebbe scrivere su di lei; deciso a restare nella città di sale per arrivare al proprio obiettivo, intraprenderà una strada drastica che lo porterà a vivere un’incredibile avventura. Durante il suo percorso, Erich imparerà a distinguere amici da nemici, e curiosità da invadenza. Soprattutto, il suo sarà un vero e proprio percorso di formazione ed evoluzione: Erich è l’emblema della crescita, del passaggio da un’età dell’infanzia in cui si è convinti della propria infallibilità, all’età adulta in cui subentra il dubbio, non inteso in negativo ma come possibilità per conoscere e conoscersi meglio. Erich dovrà capire che la conoscenza non è data solo da un’accumulazione di dati o da uno sfoggio nozionistico, ma comprendere che vi è una parte di conoscenza legata indissolubilmente all’esperienza, ambito in cui lui è ancora poco ferrato!

Vi ho letto una grande e interessante metafora della vita in questo percorso: Erich impara a non vedere più il mondo come “tutto bianco o tutto nero” ma a saggiarne le sfumature. Ovviamente non è un processo facile, tutt’altro: comporta sofferenza, quella “caduta degli Dei” che segna il passaggio ad una consapevolezza adulta, quella messa in discussione degli adulti importanti, necessaria per la costruzione di una propria individualità. Il lettore quindi empatizzerà con il protagonista, con la sua curiosità, e soffrirà con lui quando scoprirà che ciò in cui crede così ciecamente … potrebbe essere una bugia. E seppure il lettore saprà anticipare nella sua mente il momento in cui Erich dovrà fare i conti con l’esistenza di verità cangianti e multiformi, questo non toglierà pathos alla storia.

Erich arriva nella città che ha in un certo senso idealizzato e ne coglie solo gli aspetti positivi, in una visione parziale del mondo: il suo investimento emotivo verso questo sogno, l’obiettivo che si è dato di rispettare le volontà del nonno amatissimo, offuscano in qualche modo il suo giudizio sulla città, e anche se qualcuno dei personaggi che incontra, prova a fargli vedere che sotto la patina di perfezione c’è del marcio, lui non riesce a interiorizzare la cosa. Sarà solo osservando davvero, riconoscendo in se stesso e in coloro che ama i lati buoni come pure quelli cattivi, che riuscirà a vederli riflessi anche nella città di sale: dove c’è luce, c’è anche ombra, ma questo non toglie nulla alla bellezza della luce.

Coinvolto in una serie di eventi che scatenerà suo malgrado, Erich dovrà affrontare verità scomode e celate ai suoi occhi, per arrivare a capire chi è, a prescindere da tutto e tutti. Il suo compito è quello di raccontare una storia: sarà in grado, allora, di parlare della sua? Nuovi amici e nuove scoperte, menzogne e tradimenti: il mondo di Erich viene messo a dura prova, scosso fin dalle fondamenta; il suo senso di lealtà e la sua curiosità possono accecare? Quando tutto sembra perduto, quando la libertà individuale viene messa in pericolo, bisogna decidere cosa fare: restare o sparire? Raccontare o dimenticare?

Il mondo creato dall’autrice attinge al genere di riferimento e lo fa inserendo elementi originali e coerenti: l’autrice riesce a descrivere in maniera dettagliata gli scenari che ci racconta, senza risultare pesante ma anzi incuriosendo il lettore e stimolando la sua capacità di immaginazione. La città di sale, con le sue taverne, con la sua Casa della Pietà, le botteghe e le porte, i nani e gli elfi, la musica e le tradizioni, è un luogo che affascina in lettore come incanta Erich stesso. La penna dell’autrice è capace di raccontare in maniera adeguata sia i momenti più intimi della storia, sia le azioni più corali; interessante è la caratterizzazione di Erich e dei personaggi che lo affiancano in questo viaggio fisico ed interiore, e che donano spessore al narrato. Le interazioni di Erich, i rapporti che instaura con gente comune come lui e con invece persone gerarchicamente più importanti, servono per darci un ulteriore spaccato del mondo.  La presenza di diversi territori e creature fantastiche, la costruzione di diverse religioni e il modo in cui viene trattato il tema del sacro e della fede, la crescita personale di Erich, che passa da essere un ragazzino “ficcanaso” a una persona adulta capace di scegliere il proprio destino, unitamente ad uno stile decisamente compatibile con il fantasy, ricco ed elegante, fanno di questo romanzo un piacevole esordio con un finale che lascia diverse domande al lettore e incuriosisce ulteriormente.

Nota di merito per la cura della realizzazione del testo, decorato con delle piccole illustrazioni, evocative e suggestive per la trama. Tra colpi di scena e caduta delle illusioni fanciullesche, l’autrice ci guida attraverso un mondo  dove nulla è come sembra, dove il confine tra bene e male è una patina sottile … ma dura come il sale.

Per trovare coraggio è necessario essere spaventati. Non devi esserlo, perché sei tu che decidi. Non esiste un percorso tracciato sulla cartina da un’entità onnisciente, sei libero di scegliere da solo in che direzione perderti.

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