Il principe crudele

Il principe crudele

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo fantasy pazzesco, imprevedibile, magico: Il principe crudele, primo volume di una nuova serie ambientata nel mondo di Fate ed Elfi, scritta da Holly Black ed edita da Mondadori.

TRAMA

Jude era solo una bimba quando i suoi genitori furono brutalmente assassinati. Fu allora che sia lei che le sue sorelle vennero rapite e condotte nel profondo della foresta, nel mondo magico. Dieci anni dopo, l’orrore e i ricordi di quel giorno lontano e terribile ormai sfocati, Jude, ora diciassettenne, è stanca di essere maltrattata da tutti e soprattutto vuole sentirsi finalmente parte del luogo in cui è cresciuta, poco importa se non le scorre nemmeno una goccia di sangue magico nelle vene. Ma le creature che le stanno intorno disprezzano gli umani. E in particolare li disprezza il principe Cardan, il figlio più giovane e crudele del Sommo Re. Per ottenere un posto a corte, perciò, Jude sarà costretta a scontrarsi proprio con lui, e nel farlo, a mano a mano che si ritroverà invischiata negli intrighi e negli inganni di palazzo, scoprirà la sua propensione naturale per l’inganno e gli spargimenti di sangue. Quando però si affaccia all’orizzonte il pericolo di una guerra civile che potrebbe far sprofondare la corte in una spirale di violenza, Jude non ha esitazioni. Per salvare il mondo in cui vive è pronta a rischiare il tutto per tutto.

 

 

“ C’e’ sempre qualcosa da perdere”

Nel mondo sotto la collina, vivono creature avvezze alla notte e ai sortilegi, alle maledizioni e ai nodi porta fortuna. Sotto la collina, vive la magia.
Wow. E’ la prima cosa che mi viene da dire. L’ho letto tutto d’un fiato e dopo aver chiuso questo romanzo la domanda che continuava a ronzarmi in testa era: perche’ ho aspettato cosi’ tanto per leggerlo?!?
Non ho trovato spiegazione ne’ risposta ma ho scoperto una favola fantasy che mi ha incantata, assuefatta, rapita… proprio come una banale mortale dinanzi al Popolo magico. Ma sono poi cosi’ banali, i mortali? Nella fattispecie, tenderei a dire di no: mi sono innamorata della poetica scrittura della Black, della sua capacita’ di descrivere in modo minuzioso e pieno di emozioni un mondo pieno di magia, ho amato i possessori del Sangue Turchino ma ho adorato la mortale Jude! Senza ombra di dubbio, Jude e’ una protagonista talmente umana nelle sue sfumature, nel suo essere umorale, nei suoi desideri e passioni da risultare credibile e coerente pur vivendo in un mondo popolato da pixie e goblin, da collane di sorbo e tasche piene di sale a protezione dagli incantesimi. E se anche ogni tanto ha preso scelte discutibili, esse vanno comprese nell’intricata scacchiera della sua vita.
La magia del popolo che abita sotto le colline, sotto le citta’ mortali, e’ una magia legata alla natura: erbe, piante, elementi naturali, ghiande, alberi e fiori. Volubili nella loro essenza, non possono mentire gli esseri magici, ma possono ferire, umiliare, torturare e plagiare la mente mortale.
Jude e la gemella Taryn vivono una vita tranquilla assieme alla sorella maggiore Vivienne , con strani occhi e orecchie, la madre e il padre, fino al giorno in cui un tizio con un mantello strano irrompe in casa e cambia drasticamente le loro vite; e’ Madoc, generale del Sommo Re del Popolo magico e padre biologico di Vivienne, che non stenta a macchiarsi ancora di sangue, a riportare Vivienne nel suo mondo e rapire le gemelle. Il mondo che Jude e Taryn conosceranno da quel momento in poi e’ quello magico: pochi ricordi conservano del mondo umano a cui non sentono piu’ di appartenere. Ma nemmeno sono magiche, anzi. Tra le due, la voce narrante e’ quella di Jude: non appartiene a nessuno dei due mondi, divisa tra il senso di lealta’ biologico verso la sua famiglia di origine e rispetto e gratitudine verso Madoc e il suo mondo, lotta costantemente per comprendere il suo posto e capire chi e’ davvero lei. A scuola non mancano i compagni di classe che in modo malvagio fanno capire a lei e alla sorella che non sono volute: a capitanare il gruppetto c’e’ Cardan, principe del regno, ultimo figlio del Sommo Re, crudele e consapevole del proprio potere. E’ l’antitesi di Jude: potente lui, impotente lei, un divario enorme che Cardan non manca mai di sottolineare. Mortale contro immortale, la loro e’ una guerra senza esclusione di colpi che pero’ non riesce a piegare lo spirito della ragazza: lei sa di essere svantaggiata ma non si arrende, e’ una spina nel fianco. Questo atteggiamento non e’ condiviso dalla gemella che vorrebbe invece una tregua, la pacifica rassegnazione alla loro condizione umana: Taryn vuole far parte di quel mondo ma sceglie di essere quanto piu’ possibile invisibile, cosa che puo’ fare proprio grazie al fatto che Jude invece e’ un bersaglio lampante. Jude vuole diventare cavaliere, Taryn vuole innamorarsi. Costretta da Cardan ad abbandonare Jude durante una rivendicazione, Taryn cerca di portare la sorella al suo ragionamento ma la frattura tra le due inizia ad accentuarsi pagina dopo pagina.
Parallelamente Jude viene coinvolta in un progetto segreto piu’ grande di lei: diviene pedina in una lotta al potere impensabile che coinvolge tutti coloro che sono al potere e che ha esiti terribili sul regno ma anche nella vita di Jude.

Di chi puo’ fidarsi davvero? Cosa sta succedendo?
Da outsider il suo sguardo verso i potenti e’ curioso ma anche esterno: Jude e’ intuitiva e inizia a comprendere dinamiche di potere a cui nessuno puo’ sottrarsi. Pur conoscendo le difficolta’ insite nel mondo magico, sara’ solo quando dovra’ affrontarle in prima persona a saggiarne il peso.
Interessante e’ il rapporto tra Jude e il principe Cardan: l’attrazione tra loro due e’ qualcosa che va assolutamente oltre l’interesse fisico, poiche’ come due poli opposti di una calamita si attraggono in negativo, si cercano, si pungolano, si avvicinano e si allontanano, in un gioco che comprende rivendicazioni, prevaricazioni e scherzi crudeli. Ma nel mondo magico puo’ anche accadere che le apparenze ingannino… e allora chi e’ davvero Cardan? Un principe viziato e dedito agli eccessi? O il risultato di una famiglia disfunzionale?

E Cardan e’ ancora piu’ bello, con i suoi capelli neri, iridescenti come ali di corvo e gli zigomi cosi’ prominenti da spezzare il cuore di una ragazza. Lo odio piu’ di chiunque altro. Lo odio talmente tanto che qualche volta , quando lo guardo, mi manca il respiro”

La scrittura della Black e’ notevole, totalizzante: il lettore si lascia guidare, assuefare dallo stile poetico, descrittivo, empatico dell’autrice, complice una prima persona incalzante che fa ancor piu’ apprezzare la multi stratificata personalita’ di Jude. La penna dell’autrice e’ al servizio di una storia originale sebbene attinga a piene mani al genere di appartenenza: in questo mondo le creature fatate ricalcano le caratteristiche della loro specie in tutto e per tutto. Manipolatorie, malvagie, egoiste. Posseggono quei tratti che le rendono uniche, predatori in cerca di prede. Jude pero’ vuole imparare il gioco del potere e per farlo dovra’ affrontare se stessa, i demoni del suo passato, e guardare in faccia le diverse verita’ a lei celate.
Odio, vendetta, desiderio di appartenenza, fiducia, amicizia, lealta’, famiglia: questi alcuni dei temi e delle emozioni che animano la caleidoscopica esistenza di Jude, che la portano a rivalutare persone ed interessi, e a chiedersi chi e’ davvero lei. Umana? Assassina? Avida di potere? Egoista? Amorevole?
Colpisce l’approfondimento psicologico e caratteriale non solo dei personaggi principali ma anche di quelli apparentemente secondari,che contribuiscono alla storia, nonche’ l’ambientazione ricca e fiabesca e il worldbuilding proposto dall’autrice (ho amato l’attenzione alla natura, i nomi dei personaggi, la costruzione di un mondo fantastico regolato comunque da regole e principi).
Un finale inatteso e sconvolgente lascia il lettore in bilico, con il profondo desiderio di avere tra le mani il secondo volume e scoprire l’evoluzione del rapporto tra Jude e Cardan e cosa accadra’ nel Regno magico.

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