Review Tour: La corte di ali e rovina

Review Tour: La corte di ali e rovina

Buongiorno lettori! Oggi Review Tour dedicato ad una delle uscite più attese del mese, La corte di ali e rovina scritto da Sarah J. Maas ed edito da Mondadori, che ringrazio per la possibilità di leggerlo in anteprima!

Siete pronti a scoprire quale sarà il destino di Prythian e dei suoi abitanti?

 

TRAMA

Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall’uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.

 

 

Siamo giunti al finale di questa serie fantasy tutta da scoprire: tra colpi di scena, tradimenti, momenti di pura azione e strategia, e momenti di grande intimità, l’autrice ci guida verso la conclusione della sua storia, e lo fa in modo eccellente, come suo solito. Durante la lettura, ho alternato fasi di stupore, a fasi di puro terrore, voglia di andare avanti e tristezza all’idea di abbandonare per sempre Feyre, Rhys e tutti i loro amici, vecchi e nuovi.

La struttura del romanzo, diviso in tre parti – Principessa delle carogne , Spezzamaledizioni, Signora Suprema – lascia già intuire la centralità di Feyre in quello che è decisamente il suo romanzo, e denota l’evoluzione ed il percorso di crescita che l’autrice aveva in mente per lei e che si compie in questo epilogo. La natura di Feyre non è più in discussione per lei, si accetta per quello che è, e, nel momento più importante della storia, sarà proprio questa sua consapevolezza a fare la differenza. Diversamente da altri, creature fatate o meno, Feyre non ha paura di scavare dentro sé stessa: la sua non è arroganza, o superbia, ma mero riconoscimento della sua fallacia, caratteristica, questa, tremendamente umana; lei sa di aver commesso errori, di aver agito in modo egoistico, violento, talvolta contro la sua stessa morale, ma sa anche perché l’ha fatto, cosa c’era in palio, quale era l’obiettivo e si perdona. Ma riesce anche a rimanere comunque sempre la solita Feyre, irriverente, sfacciata, pronta a sacrificarsi per ciò in cui crede e per chi ama, pronta a difendere i più deboli anche a costo della propria vita, così piena di sentimenti, con così tanto senso di protezione verso la sua famiglia da temere per loro. Questo non la rende immobile o incapace di agire, tutt’altro: sin dalle prime pagine, Feyre è determinata ad andare avanti, a salvare il suo mondo – o meglio, i suoi mondi, e le persone che lo popolano, senza alcuna distinzione. Rivediamo in lei una Feyre che pianifica, abile stratega, mossa da vendetta e da sentimenti che non rinnega; letale come una freccia di frassino, colpisce senza pietà per ottenere ciò che vuole, per tornare a quella che è casa sua ormai, Velaris e la Corte della Notte. Al tempo stesso, albergano in lei quelle emozioni pure e buone che la rendono un personaggio che spicca sugli altri e che affascina tutti coloro che le si avvicinano: non è solo il suo potere ad attrarre, ma l’utilizzo che lei ne fa, il modo in cui concilia la capacità di essere brutale e letale, e i valori come l’amicizia e l’amore, incapace di rinnegare ed odiare davvero chi le ha fatto del male.

Una guerra è alle porte, e vede coinvolti tutti, mortali e immortali, per salvare ciò che amano, per provare a contrastare l’immenso potere del re di Hybern, deciso a sterminare tutti e a riplasmare il mondo com’era un tempo, con violenza e sottomissione, con padroni e servi. Rhysand e la sua Corte si oppongono in virtù di un sogno, di una visione, di un futuro diverso per tutti. Lottare per questo sogno è di fondamentale importanza per Rhys, che ha sacrificato tutto per poterlo almeno immaginare. Ma gli altri Signori Supremi condivideranno con lui questo ambizioso progetto? La paura e l’odio sono i principali nemici all’ideale di Rhys, che deve decidere come affrontare una situazione doppiamente pericolosa per non ritrovarsi a combattere contro due nemici, Hybern e le altri Corti. Tra di loro, infatti, si insinua il tarlo del sospetto e la presenza di qualche traditore non renderà il compito facile a nessuno … ma nulla è mai come sembra. La strategia di Rhysand, consigliata da Feyre, fa comprendere ulteriormente quanto il Signore Supremo sia di ampie vedute: il loro legame è qualcosa di incredibile e meraviglioso, potente e unico, capace di arrivare diretto al lettore e provocare qualche momento di commozione. La loro relazione segue il loro percorso di crescita e se nella prima parte del romanzo è orientata ad una interazione post- separazione, piena di quei divertenti siparietti comici tra di loro e di scene di grande intimità, nella seconda e terza parte del romanzo si adatta ai ruoli più formali che i due devono assumere, formando un fronte comune contro i nemici e davanti agli alleati. La disperazione, poi, della guerra, si trasmette anche alla loro relazione e si riflette nelle loro comunicazioni “mentali”: i due si aprono, si raccontano, si sostengono e si amano di una passione disperata, fremente. Entrambi simili, faticano a delegare agli altri, non per superbia ma perché vorrebbero portare da soli, se possibile, il peso del mondo e non esporre mai i loro amici alle conseguenze della guerra e del dolore. Questo li porterà a compiere scelte talvolta sbagliate ma è innegabile il tifo che farà per loro il lettore.

Credo che tutto sia successo esattamente come doveva … così che io potessi trovarti.

Come ci ha già abituato, la Maas non si concentra unicamente su Feyre e Rhys, ma ci presenta una serie di personaggi comprimari di tutto rispetto. Ho amato ogni singolo momento tra Nesta e Cassian, la loro dinamica così complessa ( e meritevole di ulteriore spazio!), il carattere di Nesta, la forza di Cassian; la difficoltà di Elain e il suo rapporto delicatissimo con la magia, con Azriel e con Lucien; Amren e Mor, guerriere di cui finalmente conosceremo la storia ( o parte di essa); e i Signori Supremi delle altre Corti che non avevamo ancora avuto modo di vedere da vicino. La loro presenza ha permesso alla Maas di creare un mondo coerente, coeso: la loro storia, i loro lutti e traumi, il loro passato, li ha resi credibili e facilmente individuabili, e il lettore si riesce a riconoscere in alcuni loro atteggiamenti e modi di fare, creando quindi un legame ancora più intenso con la storia. La magia è sempre elemento presente nel romanzo: è potente, spaventosa, capace di distruggere tutto ciò per cui i nostri beniamini lottano; ma è anche guaritrice, fonte di speranza per un futuro diverso, per un mondo in cui ognuno possa essere ciò che vuole, ciò che sente di essere, senza muri.

L’ambientazione spazia dai palazzi incantevoli dei Signori Supremi delle varie Corti, alle piane immense ed infinite su cui si disputeranno le battaglie, alle foreste senza tempo, ai regni Mortali; lo stile dell’autrice è descrittivo senza risultare pesante e riesce a rendere bene sia le scene di guerra, sia le scene di pianificazione e strategia, trasmettendo al lettore l’angoscia della prima e l’ansia strisciante delle seconde, quando ritroviamo attorno ad un tavolo tutti i Signori Supremi riuniti per decidere come affrontare la situazione attuale … e ne leggeremo delle belle! Tra chi non perde mai la propria tracotanza, nuove e interessanti conoscenze, vecchi dissapori e rivelazioni impreviste, arriviamo ad un finale emozionante e coinvolgente in cui l’autrice lancia un messaggio importantissimo: bisogna sempre lottare per i propri sogni e soprattutto bisogna combattere per lasciare il mondo migliore rispetto a come lo si è trovato. Tanti interrogativi hanno trovato risposta in questo romanzo ma, saggiamente, l’autrice ci ha lasciato con nuove domande ed ipotesi, uno spiraglio aperto per prossime – speriamo – storie.

Abbiamo sognato e seguito i loro sogni: lasciare Prythian e la meravigliosa ed allargata Corte della Notte è davvero difficile, quindi, Maas cara, accontentaci e torna ancora a narrare di tenebre e sogni, di notte e stelle.

 

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