Review Party: Iron Flowers. Regina di cenere

Review Party: Iron Flowers. Regina di cenere

Buongiorno lettori! Oggi partecipo al Review Party dedicato al libro Iron Flowers – Regina di Cenere, secondo volume conclusivo della dilogia fantasy scritta da Tracy Banghart, edito dalla Casa Editrice DeAPlaneta che ringrazio per la lettura in anteprima!

 

TRAMA

Se c’è una cosa che Nomi ha imparato durante il suo inaspettato anno a corte come Grazia è che non bisogna arrendersi mai. Nemmeno quando tutto sembra perduto. Nemmeno quando Malachi, l’uomo che ama più di se stessa e legittimo erede al trono, viene spodestato dal fratello minore e bandito dal regno. Armata di coraggio, Nomi conduce Malachi nell’impenetrabile prigione di Monte Rovina. È convinta che l’unica persona al mondo che possa aiutarli sia sua sorella, Serina. Ma quando Malachi e Nomi arrivano alla prigione, non trovano ad aspettarli le donne vinte e ferite che hanno sempre immaginato. Perché le prigioniere di Monte Rovina si sono ribellate: alle loro ingiuste condanne, al loro ingiusto destino di donne. E Serina, la dolce, remissiva Serina, è il capo della rivolta. Il dolore, la violenza e la sofferenza hanno cambiato sia Nomi sia Serina, eppure le sorelle sono pronte a combattere fianco a fianco. Per liberarsi dell’usurpatore e per ristabilire la giustizia – e l’uguaglianza – in tutto il regno.

Ritroviamo Serina e Nomi proprio dove le avevamo lasciate alla fine del primo romanzo della dilogia: Serina, un po’ suo malgrado, è diventata uno dei leader della rivolta attuata dalle prigioniere di Monte Rovina, e cerca di ripristinare assieme ai capi delle altre squadre un minimo di ordine, aiutata anche da Val. Il suo obiettivo principale rimane comunque quello di salvare Nomi dal diventare una Grazia ma sente anche il peso della responsabilità verso le donne che hanno rischiato tutto per ribellarsi. Inaspettatamente, una nave consegna due prigioniere inattese: Nomi e l’altra aspirante grazia Maris. Nomi è devastata fisicamente e nello spirito: tradita dal principe Asa, crudele e manipolatorio, è andata contro se stessa, ha messo a rischio tutti coloro che ama e ha ottenuto solo morte e dolore. E’ arrabbiata con se stessa perché ha permesso che i suoi valori, i suoi affetti, divenissero una debolezza in mano ad altri. Quando Asa si è rivelato essere ancora più malvagio del padre, e ha usurpato il diritto di primogenitura a Malachi, Nomi e Maris , testimoni del tradimento, sono state mandate a Monte Rovina assieme ad un mal ridotto Malachi. Nomi si sente colpevole e porta sulle sue spalle il peso della congiura e dell’aver esposto l’intera Viridia ad un nuovo Supremo ancor peggiore del precedente; dentro di sé, però, cova anche una furia incendiaria, animata dal desiderio di rimettere a posto le cose e soprattutto, vendicarsi.

Tuo fratello mi ha promesso un futuro in cui avrei avuto potere, in cui avrei potuto cedere parte di quel potere a tutte le donne di Viridia. Per me era un sogno seducente.

Asa diventa così il fulcro di tutti i sentimenti negativi dei vari protagonisti: ognuno di loro programma ed immagina i modi in cui potrebbe torturare il nuovo Supremo e ucciderlo, interrogandosi su come fare e su cosa potrà succedere dopo all’intero mondo. Quello che le due sorelle vogliono è un cambiamento drastico di veduta e prospettiva, un cambiamento radicale per le donne: rispetto, dignità, diritti. Mai più sottomesse, mai più costrette ma finalmente libere di decidere della propria vita. I diritti per cui lottano sono fondamentali per definire il mondo di Viridia umano, ma le due ragazze sono anche ben consapevoli che necessiteranno di tempo e di duro lavoro perché vengano accolti da tutti.

Viridia è un mondo maschilista, in cui la voce della donna è stata spenta a forza, in cui il ruolo delle donne è stato letteralmente cancellato dalla storia, e il passato è stato plasmato sulla base di un ordine nuovo che ha paura del sesso femminile e lo ha reso invisibile; le donne di Viridia sono considerate alla stregua di animali, non possono parlare per loro stesse, non possono decidere né ricevere un salario e ovviamente non sono istruite. Perché una donna istruita fa paura.

Il compito di una donna era mostrarsi graziosa e tenere la bocca chiusa.

L’autrice è bravissima nel tenere sempre alta la tensione narrativa anche attraverso l’alternanza incalzante dei punti di vista di Serina e Nomi, impegnate su fronti diversi, entrambe valorose e coraggiose, pronte a sacrificarsi per i valori in cui credono. Credono nell’amore, nell’amicizia, credono in se stesse, nella loro sorellanza e nella famiglia. E proprio il valore della famiglia, fortemente radicato nelle due sorelle, mi ha colpita ed emozionata: come nel primo romanzo, anche in questo capitolo conclusivo, i momenti tra le due ragazze, il loro affetto sincero e autentico, sono toccanti. Non esistono barriere tra loro, né risentimenti o emozioni negative: c’è solo amore, protezione sopra ogni cosa, famiglia. In un mondo che schiaccia, che violenta l’animo delle donne, vedere Serina e Nomi unite, indivisibili, che si sostengono senza dubbio alcuno, è qualcosa che rende ancora più profondo il romanzo. A Viridia, sono le stesse famiglie, padri , fratelli a denunciare i membri femminili all’autorità per cose che ai loro occhi sono crimini; è una cosa che fa rabbia, e questa rabbia arriva tutta al lettore, che la vive e la sperimenta come fosse sua. Come può esistere un mondo simile? Come può un padre tollerare una pena del genere per la propria figlia? E Come può un principe non rendersi conto di ciò che sta succedendo nel suo paese? Ciechi e sordi, tutti preferiscono la comodità della finzione … ma non per molto. E quando la verità busserà alla loro porta, lo farà armata fino ai denti, di volontà e determinazione.

Anche qui, l’autrice mostra una grande maestria stilistica e una approfondita conoscenza delle dinamiche umane: la sua penna riesce a rendere tridimensionali i personaggi e autentici i loro sentimenti al punto da portarmi a considerare Serina e Nomi reali.

Due giovani donne che non ci stanno, che non accettano il sistema e vogliono decidere del loro futuro, senza rinnegare il passato ma consapevoli di avere una propria personalità, di poter scrivere la loro storia, e lotteranno contro tutto e tutti per salvaguardare le persone che amano ma anche lo stesso popolo di Viridia; non c’è egoismo in ciò che fanno, anzi, sono pronte al sacrificio e a mettere l’interesse della popolazione femminile dinanzi al loro personale desiderio di tornare a casa e congiungersi con la famiglia.

Cosa accade quando un mondo abituato a considerare le donne una nullità, se le ritrova contro?

Un inno al potere femminile, alla solidarietà, alla forza che nasce dal dolore e dalla perdita, all’accettarsi e al gridare al mondo la propria ragione, pur consapevoli che la transizione non sarà facile, che esporsi ha sempre un prezzo. Serina e Nomi non hanno paura di pagare, di scegliere e proprio per questo sono due eroine, differenti, ma portatrici di un messaggio importantissimo: credere in se stesse, sempre.

Ma questa è la nostra storia, siamo noi a doverla scrivere. E lo faremo come si deve

Il romanzo ha un ritmo serrato che tiene il lettore incollato alle pagine e lo porta a tifare, a sostenere, a piangere, a pregare per le proprie beniamine, fino alla fine; lo stile dell’autrice è diretto e vivido realistico, rendendo la lettura scorrevole e fluida. Le domande che non avevano trovato risposta nel primo romanzo, qui trovano una soluzione, e i vari tasselli tornano a posto formando, però, un puzzle nuovo e interessante.  Ho apprezzato molto anche i personaggi secondari, in particolare la ribelle Anika, Renzo, e i due personaggi maschili, diversi tra loro ma uniti nell’aver incontrato due donne che faranno la differenza, per tutti. Mi è piaciuto lo spazio che l’autrice ha saputo dare anche all’aspetto sentimentale delle vite delle due ragazze, a testimonianza ulteriore del non farsi piegare mai da nessun altro: amano, combattono per il loro amore, lo cercano e lo proteggono. In modo pulito, viene trattato il tema dell’amore in ogni sua forma, motore principale della vita, che si contrappone alla violenza della guerra, terribile ma necessaria per ripristinare un nuovo mondo. Un mondo che nasce dalla cenere, per risorgere e risplendere.

Siamo state spezzate, private delle nostre scelte, della nostra capacità di agire, della nostra dignità. Abbiamo pagato un prezzo alto per la paura.

 

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3 comments found

  1. Il personaggio di Renzo a me non è particolarmente piaciuto, mi aspettavo un ragazzo molto più coraggioso , più intraprendente, almeno questa era l’impressione che mi ero fatta di lui nel primo libro.

    1. Io l’ho trovato tutto sommato coerente: è un ragazzo che ha perso i genitori senza poter fare nulla e le cui due sorelle praticamente sono, per versi diversi, delle leader e delle persone completamente diverse da come le aveva conosciute lui!

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