Anthea

Anthea

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo del romanzo fantasy Anthea, scritto da Rebecca Mazzarella che ringrazio per l’invio dalla copia cartacea. Preparatevi a scoprire un mondo affascinante e magico, nascosto proprio sotto i nostri occhi; la magia scorre potente e una guerra terribile incombe sul mondo di Anthea.

 

TRAMA

Loto è un’adolescente come molte altre alle prese con problemi tipici della sua età. Nata e cresciuta in una piccola città nello Stato di Washington circondata da boschi, Loto un giorno viene morsa da un serpente. Soccorsa dal nonno Sgurfio, la ragazza viene a conoscenza della sua vera identità. La sua famiglia infatti è composta da esseri magici e lei ben presto scoprirà di essere una ninfa. Condotta dalla zia Flora ad Anthea, il luogo magico in cui le ninfe vivono, Loto verrà a conoscenza dei sui poteri e dei segreti che circondano questo luogo fatato. Una terribile minaccia grava su Anthea e Loto dovrà prepararsi ad affrontare una durissima battaglia per difendere questo posto magico da cui dipendono le sorti del mondo.

La vita di Loto, una ragazza alle prese con l’adolescenza e tutte le sue problematiche, procede tutto sommato tranquilla: vive con il buffo nonno e la sua mamma, ha perso suo papà quando era piccola in circostanze mai chiarite e troppo dolorose per la madre da essere rievocate, frequenta la scuola cittadina ed è, come molte adolescenti, in lotta con la famiglia e con il mondo intero. Questo non la rende un personaggio saccente o arrogante, ma fa da subito simpatia al lettore che si immedesima in lei, in quelli che alla sua età sembrano problemi insormontabili e che con il tempo, invece, verrà naturale affrontare con leggerezza. Anche a Loto accadrà la stessa cosa nell’arco del romanzo: la ragazza, infatti, si troverà a dover fare i conti con una realtà inaspettata, sorprendente e decisamente … magica. L’incontro- scontro nel bosco adiacente la sua casa, con John, un mutaforma serpente, cambierà drasticamente il mondo di Loto. La verità sulla sua identità non può più essere taciuta e Loto deve riprendere il proprio legittimo posto nel mondo a cui appartiene. Scoprirà di essere una ninfa e di avere come genitori una madre strega ed un padre potente, il cui lascito ereditario è davvero importante; spetterà a lei scoprire qual è e come gestirlo,  pagina dopo pagina. Pur destabilizzata dalla recente scoperta, Loto mostra una grande capacità di adattamento e una notevole sensibilità: dal momento in cui riavrà la vista e il velo tra i mondi sarà per lei caduto, Loto si innamorerà della varietà del mondo magico e si rattristerà per l’esclusività di questo dono. Si chiede perché la vista debba essere concessa solo ad alcuni ma purtroppo le viene spiegato che la motivazione risiede nella storia: vi era un tempo in cui i mondi erano uniti e la magia, legata alla natura, era normale e comune, ma una Grande Guerra ha cambiato tutto, sconvolgendo gli equilibri e costringendo molti maghi, streghe e ninfe a doversi nascondere, proprio come è accaduto alla famiglia di Loto stessa. Grazie alla guida dell’incredibile zia Flora, Loto compie un viaggio verso Anthea, la loro terra natale: in sogno ha conosciuto un personaggio molto particolare e determinante per la storia, che le ha rivelato l’urgenza del suo ritorno in patria. Anthea è un mondo incredibile e qui Loto piano piano troverà il proprio posto.

Determinata, caparbia e leale, Loto non si arrende facilmente e lotterà fino alla fine per ciò in cui crede e per salvaguardare quella purezza e quella magia che vivono in Anthea; ama la natura, in particolare gli alberi, ed è una ragazza dall’innata sensibilità. Una cosa che ho apprezzato molto nel romanzo è stata la capacità dell’autrice di mixare momenti di azione a momenti esilaranti, comici, tipici dell’interazione tra ragazzi. Loto, infatti, si troverà immersa in un contesto accademico completamente diverso rispetto a quello a cui era abituata: si farà dei nuovi amici, e le personalità non mancano, anzi. Noctis, Iridis, Agroste, Peacock, Nefele, diventeranno la sua nuova famiglia e ognuno di loro è dotato di un temperamento interessante. L’autrice è stata davvero brava a caratterizzare in poche righe tutti i personaggi che entrano in relazione con Loto, rendendoli reali e riconoscibili. La sua penna quindi è stata frizzante e divertente laddove il testo lo richiedeva e più intimistica in momenti determinanti del romanzo, dove il dolore per la perdita andava evidenziato; sono riuscita ad entrare nel romanzo e a vivere le emozioni che ha voluto trasmetterci.

L’elemento fantasy è ovviamente estremamente presente nel romanzo a partire dalla meravigliosa copertina, evocativa di una magia e di un’atmosfera di un certo tipo; tra streghe, maghi, ninfe, l’autrice crea il mondo di Anthea, dove la magia è strettamente connessa alla Natura, rispettata e protetta da tutti. Nell’Abbazia, le ninfe si preparano, si addestrano per la vita e per proteggere Anthea ma non sanno quanto il loro nemico sia vicino. Quando la prospettiva di una guerra sarà ormai inevitabile, Loto e i suoi amici non si tireranno indietro: armati di archi particolari, vogliono difendere il mondo dalla minaccia di un potere subdolo, che cerca l’immortalità ad ogni costo. Loto scoprirà ben presto che risvolti ha tutta questa situazione sulla sua vita e soprattutto sulle sue origini. In prima linea per provare a difendere il suo popolo, Loto non ha paura di andare in territori sconosciuti a cercare alleanze considerate improbabili: in questo suo viaggio, conoscerà creature particolari come i Ghemor, e scoprirà i legami che qualcuno di loro ha con una persona a lei vicina.

Oltre ad aver creato un mondo coerente, l’autrice lo ha anche abitato di tradizioni e leggende, a partire dal prologo, che mi hanno incuriosita ed attratta; nella prima parte del romanzo, il lettore si pone diversi interrogativi che troveranno soluzione nel corso della storia. Il ritmo della narrazione è fluido e rende piacevole la lettura: le scene di lotta e di azione sono ben descritte così come le ambientazioni e le caratterizzazioni psicologiche dei personaggi che ho trovato coerenti con le situazioni e le fasce d’età. Ho apprezzato anche l’aspetto sentimentale della storia, trattato in modo delicato dall’autrice. Loto cresce nell’arco temporale narrato e diventa una giovane donna pronta a vivere, adesso, davvero. La connessione con la natura intesa come forza motrice dell’universo, come tratto d’unione tra le varie creature e le diverse specie, come bacino della magia, è un elemento interessante e coerente con il genere di riferimento, che l’autrice ha saputo inserire adeguatamente nel contesto da lei creato.

Non senti la connessione con tutto ciò che ti circonda? Siamo connessi gli uni agli altri, è solo che non sappiamo di esserlo … Siamo come perline infilate in una collana, tenute unite dallo stesso filo.

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