Notturno

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Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un romanzo breve scritto da Pietro Rotelli, che ringrazio per l’invio della copia cartacea, ed edito dalla Casa Editrice LettereAnimate.

Pronti ad affrontare un viaggio decisamente fuori dagli schemi?

TRAMA

Il giovane David, dopo aver sorpreso Sentimento nella sua stanza, viene catapultato nel mondo Dilà alla ricerca di Ragione, una fata che è stata catturata dal malvagio reggente. Dovrà unirsi a una banda di scalcinati ribelli per salvarla e sconfiggere il Re Tenebra.

Onirico, ironico, sarcastico e a tratti delirante: questi alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere il viaggio che l’autore ci porta a compiere assieme a David, ventenne pigro, vagamente fannullone e pure un pò fifone. Fumatore per noia e ancora a carico dei genitori, una sera “tardi” (importante il concetto dell’essere in ritardo su qualcosa, che pervade e muove gli attori in scena) rincasa, attento a non svegliare la famiglia e pronto a coricarsi. Ad un certo punto, un rumore misterioso proveniente da sotto il suo letto lo sveglia. Inizia così un’avventura al limite dell’incredibile. Le fobie più infantili trovano infatti materializzazione: sotto al letto vi è uno strano omuncolo, dai modi eleganti, con zampe da ragno, un ragnometto. Il suddetto, dall’emblematico nome di Sentimento, chiede aiuto ad un sempre più frastornato David per ricercare una sua simile, smarrita: Ragione, fatina risucchiata da un gorgo e trasportata nel surreale mondo Dilà. Ovviamente l’atteggiamento iniziale di David ricalca quello incredulo del lettore: stropiccia gli occhi e si chiede se sia ancora in fase di sonno profondo ma alcuni elementi “tangibili” lo convincono di non essere preda di allucinazioni visive ed uditive. Cosa succede allora? David viene incuriosito e la sua curiosità solletica specularmente quella del lettore: catturato dal gorgo, segue Sentimento nel mondo Dilà, dal cielo verde acqua e dai prati rossastri, popolato da strade creature dal linguaggio forbito e da esseri davvero singolari. L’autore è bravissimo nell’inventare nuove creature e dar loro una personalità coerente e facilmente inquadrabile anche per mezzo del modo che hanno di esprimersi: penso ad esempio ad August, ciclolumaca che parla tutto d’un fiato e con un trascorso di spessore con il ragnometto Sentimento.

Le interazioni tra i vari personaggi della storia sono davvero divertenti: con un linguaggio moderno e iper realistico, l’autore ci permette un’immersione totale nella storia, ci regala momenti esilaranti nella loro assurdità surreale e battute francamente divertenti. Incalzante e irriverente, la sua penna cattura l’attenzione e la velocità della narrazione non deve assolutamente far pensare né ad una scarsità di contenuti né ad una leggerezza, anzi. La storia è piena di rimandi filosofici e culturali che mi ha fatto riflettere (e prendere diversi appunti in corso di lettura).

Andare nel mondo Dilà può essere letto come un attraversamento verso la dimensione onirica che il mondo richiama, una sorta di sogno da svegli lisergico (aggettivo che rubo all’autore ma che ben definisce le atmosfere e le sensazioni che vuole suscitare), un luogo allucinatorio in cui però David, dopo un iniziale e ovvio momento di smarrimento, sta bene. Che sia sinonimo, allora, di una collocazione altra del ragazzo? Quasi a dire che David trova il suo posto nell’improbabile, nell’incredibile, nell’avventuroso: proprio lui che si definisce grande, che come tutti ha preso l’esperienze di vita sino ad un autoimposto giorno e le ha collocate nello spazio dell’infanzia. E allora arriva l’incontro con Sentimento che rimette tutto in discussione: forse non è ancora il momento di darsi una definizione così netta, forse si può ancora giocare su prati rossi in groppa a un ragnometto.

Ma chi sono Sentimento e Ragione? Perché si trovano nella camera di David? E chi è questo misterioso Re Ombra che rapisce Ragione e la “spreme”, la tortura?

Egli non vuole che Ragione e Sentimento coesistano in un unico essere, non vuole che il Sogno si materializzi nella Veglia. Ci vuole suoi schiavi, incompleti e vincolati.

E David diviene suo malgrado l’eroe, la Variabile, l’elemento che potrebbe decidere le sorti di un conflitto che inizia pian piano a comprendere; nella terra Dilà ritrova la sua voce e il suo istinto al coraggio e all’avventura; incontrerà Orgoglio ed Empatia, combatterà contro la personificazione della Vita e della Morte.

Ma queste sono solo “le prime sei ore”, come ci fa notare l’autore; in sospeso e in bilico, sia per il finale, sia per la girandola di emozioni che abbiamo provato, aspettiamo il seguito di questa moderna favola dark, che si inabissa in quegli archetipi dell’anima umana, in quelle paure primordiali (l’uomo sotto il letto, l’armadio, l’Ombra e il re Tenebra, costretto suo malgrado a fare il cattivo) che l’adulto spera di aver seppellito ma basta un rumore nella notte perché riemergano, potenti e arcane.

Un romanzo breve originale, che consiglio agli amanti del genere, scritto in modo eccellente dall’autore com uno stile semplice e diretto che mi ha colpita positivamente; una prosa incalzante, frutto evidente di un grande lavoro da parte dell’autore che non lascia nulla al caso. A mio avviso, riesce nell’intento di far divertire i suoi lettori ma anche di far riflettere, di far sogghignare con David ma mai di David; bravo nel far calare il suo lettore nella storia sempre a più fondo, al punto da essere tutt’uno con David stesso. Una storia di notte e di sogno,  di sonno e di veglia, di ombre che si muovono e di ragioni che vanno ritrovate ma sempre con l’ausilio di sentimento. Nulla di più vero, di più reale.

 

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