Balla per me

Balla per me

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un thriller davvero intrigante, scritto da Kylie Brant ed edito da Sem Libri che ringrazio per l’invio della copia cartacea. Primo romanzo dell’autrice ad essere tradotto in italiano ed e’ stato davvero una scoperta interessante: adatto sia agli amanti del genere, sia a chi voglia approcciarsi al thriller!

TRAMA
Anni fa un’anonima cittadina nel cuore dell’Ohio era finita al centro dell’attenzione quando la giovane Kelsey Willard era scomparsa nel nulla, lasciando alle sue spalle una famiglia distrutta, confinata nel proprio dolore: una sofferenza destinata a rimanere senza risposte. Da allora il padre, David, ha cercato senza riuscirci di tenere a bada i suoi sensi di colpa. La madre, Claire, è diventata dipendente da alcol e farmaci per passare attraverso l’esistenza quotidiana. La sorella, Janie, che già soffriva di mutismo selettivo a causa di un disturbo d’ansia, prova a vivere la sua vita il più normalmente possibile. Eppure da quel giorno le domande li perseguitano.
Sette anni dopo, in situazioni analoghe, nella stessa zona, si perdono le tracce di Whitney DeVries, un’altra adolescente. Per i Willard si riaprono le porte del passato. Il detective Mark Foster infatti è convinto che i parallelismi tra i due rapimenti siano la chiave che conduce a un pericoloso serial killer.
I segreti che l’investigatore porterà alla luce si riveleranno ben più terrificanti di quanto chiunque possa aspettarsi, ma il solo modo per salvare la vita della ragazza scomparsa adesso è risolvere i misteri del caso precedente. Che sia ancora viva o morta da tempo, Kelsey Willard è l’unica via da seguire per non perdere la speranza.
La storia, raccontata attraverso il punto di vista alternato di cinque personaggi, ha un ritmo vertiginoso e conduce il lettore verso la soluzione del cold case e di quello più recente, altrettanto inspiegabile.
Un thriller psicologico, una suspense oscura e affascinante.

 

 

Due rapimenti, a distanza di anni: due ragazze giovani strappate alle loro esistenze, due famiglie devastate dalla violenza di un atto imprevedibile e dalla portata psicologica devastante per tutti gli attori in causa. Chi si nasconde dietro questi rapimenti? Come vengono scelte le vittime? Quante ragazze sono state distrutte da questo mostro?

Da subito, il lettore entra nel vivo e nel pieno della storia, tra quesiti irrisolti e un serial killer che agisce nell’ombra, e la fa franca.

Le voci narranti sono cinque e si alternano abilmente sulla scena del romanzo: la loro vicenda e’ raccontata usando la terza persona, che incalza il lettore, lo tiene col fiato sospeso dopo ogni pagina.
Whitney, giovane ragazza proveniente da un piccolo centro dell’Ohio (cornice del romanzo), con un padre poliziotto severo e un fratellino ammalato; sta vivendo una sorta di relazione a distanza con un ragazzo che vive in un altro paese, di nascosto dalla sua famiglia.
Ha avuto dei contatti col mondo maschile, ma sporadici ed ingenui: quella che sta vivendo con Patrick e’ un’amicizia speciale che la spinge ad infrangere qualche rigida regola genitoriale. Si empatizza subito con lei, con la sua giovane eta’, con il suo carattere. Il destino ha in serbo per lei un’esperienza terribile: viene rapita e segregata in un soppalco buio, costretta ad allenarsi e a danzare per un mostro che non vede. Perche’ non si fa vedere? Teme di essere riconosciuto? Chi e’? C’e’ Sconforto, rabbia, dolore e manipolazione: Whitney pero’ non molla e a tenerle “compagnia” nelle notti di angoscia e panico, trovera’ proprio qualcosa che lega il suo rapimento a quello di Kelsey, sparita sette anni prima.
E proprio relativamente alla famiglia di Kelsey, nel romanzo troviamo il punto di vista di sua sorella Janie, della madre Claire e del padre David.
Tutti e tre sono stati profondamente toccati dalla sparizione della ragazza, evento che ha sconvolto e cambiato il corso delle loro esistenze per sempre. E ognuno di loro prova ad affrontare il dolore come puo’.
Janie adesso ha 17 anni, soffre di un grave disturbo di ansia che le impedisce di parlare in pubblico: rifiuta le medicine e da subito mostra una voglia di combattere per conoscere la verita’. Cosa e’ successo a Kelsey? E soprattutto, perche’ i genitori le hanno mentito? Aiutata da due amici, condurra’ una sorta di indagine personale. Non e’ facile per lei vivere in un piccolo paese ed essere la sorella di una ragazza scomparsa, inoltre il suo problema psichico l’ha resa bersaglio prediletto della bulla di turno. Janie parla poco ma sa difendersi bene: e’ dotata di un’intelligenza brillante e di una caparbieta’ che la porteranno lontano.
Claire, madre delle due sorelle, ha scelto l’alcol e gli psicofarmaci come cura del proprio malessere e del dolore: anestetizza i sensi, e prova ad indossare una maschera di normalita’. Ma la normalita’ per lei e’ un ricordo sepolto e lontano; tuttavia, in un paesotto americano come il loro, l’apparenza e’ fondamentale. Cosi’ Claire partecipa alla vita della cittadina da borghese qual e’, da il suo contributo agli eventi mondani e in segreto lascia che il senso di colpa corroda la propria anima.
E’ colpa sua se Kelsey sette anni prima e’ uscita di casa arrabbiata? Che segnali non aveva saputo cogliere? E come puo’ essere madre ancora dopo aver perso una figlia? Claire ha amato moltissimo la primogenita: bella e solare, era la sua bambola da portare ai concorsi; poi l’arrivo della taciturna e problematica Janie ha cambiato tutto. Ma il lettore non ha mai il sentore di un rancore della madre per Janie, anzi: Claire e’ una donna devastata che ci prova – forse non al suo meglio, ma prova a sopravvivere, si ancora a qualunque indizio, non si arrende. Ci crede. Anche la vita di coppia e’ andata definitivamente in crisi dopo la sparizione di Kelsey, come lo dimostrano i capitoli dedicati ala voce di David. Il capo famiglia ha cercato di superare il dolore, si e’ buttato a capofitto nel lavoro e non e’ riuscito ad accettare l’atteggiamento della moglie, con un conseguente allontanamento tra di loro. Ma anche lui vive sottopelle un profondo senso di colpa: perche’, si chiede il lettore? Cosa ha fatto?
L’autrice e’ abilissima nel destreggiarsi tra le voci e nel darci quel tanto che basta per supposizioni e domande: stende un velo su tutta la vicenda e piano piano, ne solleva un lembo. Cosi’, il lettore si fa delle idee, prova a mettere insieme i pezzi… mentre l’autrice incalza, apre sempre di piu’ il sipario fino a quando ogni attore e’ nudo, spogliato dei propri segreti. E tutti hanno segreti qui, persino Kelsey, persino la famiglia di Whitney.
Cosi’ l’autrice stuzzica la curiosita’ del lettore su piu’ fronti: chi e’ il pazzo che rapisce le ragazze? Perche’ lo fa? Cosa lo spinge verso alcune sue ossessioni? Ma anche: cosa nascondeva Kelsey? E David? E il padre di Whitney? C’e’ ancora qualcuno pronto a dire la verita’? Quanto le apparenze hanno spinto i personaggi a mentire e nascondere?
Ultima voce e’ quella dell’agente Foster, chiamato a fare luce sul caso. Anche per quanto riguarda lui, l’autrice ci incuriosisce: cosa e’ successo tra lui e la moglie?
Ecco il tema della famiglia e’ proprio il filo rosso che lega la trama : e’ una storia di legami famigliari, di dinamiche interne alle coppie, di valori e principi che si tramandano attraverso le generazioni.
Le lotte coi figli adolescenti, le assenze per il troppo lavoro, la violenza domestica, i tradimenti: in modo preciso e netto l’autrice affronta queste tematiche decisamente attuali.
Lo stile e’ moderno, incisivo, scorrevole: trecento pagine che volano come fossero dieci. Non ci si stacca, e questi personaggi restano nella mente del lettore anche dopo l’epilogo, inesorabile.
Ho sofferto e pianto, specialmente leggendo alcune parti, forse perche’ da genitore ho empatizzato col dramma della scomparsa di un figlio: fingere che vada tutto bene, affrontare le stagioni, il sorgere del sole, le feste… senza sapere dove si trova il proprio figlio, senza poterne piangere il corpo… un dolore che strazia . Come vittime di dissociazione: costretti a vivere, a interagire con gli altri, ma con una parte del proprio essere perduta per sempre, altrove.
Straziante, appunto.
L’autrice si immerge nella psiche umana e lo fa con abilita’davvero singolare: dura quando la situazione lo richiede, delicata quando deve esserlo, e ci regala uno sguardo nell’abisso umano della violenza e della crudelta’, dell’abominio e del sopruso.
Un crimine ci parla sempre di chi l’ha commesso. Ci parla dei suoi bisogni, dei suoi desideri. Cosa voleva il Killer delle dieci miglia? E in che modo ognuna delle vittime l’ha “tradito”? Perche’ questo significa la loro morte. L’impossibilita’ di soddisfare quello che lui cercava in loro

Un thriller psicologico che scava nei torbidi segreti di una cittadina americana dove l’empatia e’ un miraggio lontano, ed esiste solo l’egoismo e l’ambizione, dove il dolore viene soffocato, sospinto in fondo alla gola, perche’ la maschera del benessere non deve mai essere scalfita. Una panoramica moderna e attuale su una realta’ coerente e seppure lontana geograficamente da noi, assolutamente vicina per tematiche e riflessioni che sospinge nella mente del lettore. Una storia di amori malati, sporcati, perversi: distruggere l’altro per sentirsi amati, controllare per sentirsi reali.

Condividi:

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.