The winner’s crime – La vendetta

The winner’s crime – La vendetta

Buongiorno lettori! Oggi vi presento un fantasy di cui ho amato ogni singola riga. Attendevo da molto tempo questo secondo volume che non solo non mi ha delusa, ma ha superato brillantemente le mie aspettative!

Sto parlando di The winner’s crime – La vendetta, scritto da Marie Rutkoski ed edito da LeggereEditore, che ringrazio per l’invio della copia cartacea.

TRAMA

Un matrimonio reale è il sogno di ogni ragazza: sfarzo, festeggiamenti e balli fino all’alba. Ma non per la bella Kestrel, per la quale invece le nozze ormai prossime con il principe Verex rappresentano una gabbia che non le lascia via di scampo. Con l’avvicinarsi del matrimonio, vorrebbe ardentemente raccontare all’amato Arin la verità sul suo fidanzamento, se solo potesse contare su di lui… Ma di chi può ancora fidarsi, se non può credere neanche più a sé stessa? Spia in incognito alla corte imperiale, Kestrel è diventata una professionista dell’inganno: vive nella menzogna, per trasmettere informazioni agli herrani, il popolo che dovrebbe considerare suo nemico, ed è finalmente vicina a scoprire un terribile segreto. Nel frattempo Arin, che da semplice schiavo è diventato governatore di Herran, arruola alleati per allontanare dal suo Paese un pericoloso nemico ed è attanagliato dal sospetto che Kestrel sappia molto più di quanto dica, e che menta… La verità, però, può fare più male delle menzogne, e quando verrà a galla, Kestrel e Arin dovranno fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

La storia si apre dopo il finale al cardiopalma del primo, incredibile, volume. Premesso che l’autrice e’ geniale, questo romanzo mi ha letteralmente stregata, al punto da non riuscire a smettere di leggerlo,  continuare a pensare a Kestrel ed Arin e a volerne ancora, dopo aver voltato l’ultima pagina.

Appartenenti a due mondi opposti, i protagonisti della storia si sono incontrati, avvicinati, conosciuti nel prima libro ma soprattutto … hanno mentito. Seppure proveniente da realta’ differenti e perennemente in guerra tra loro, entrambi condividono un senso di lealta’ verso il proprio popolo esemplare. Per la loro terra farebbero qualunque cosa: spiare, ordire segreti, mentire, vendersi al nemico.

Separati alla fine del primo romanzo, troviamo Kestrel, la nostra protagonista, che di fatto ha scambiato una forma di prigionia per un’altra: per salvare l’uomo che ama e il suo popolo, accetta di sposare il figlio dell’Imperatore, come auspicato dal rigido padre di lei, generale delle truppe di Valoria. Onore e fedelta’ assoluta sono due dei valori che permeano il romanzo: lo stesso generale e’ disposto a tutto pur di non tradire il suo ideale. Orgoglioso, rigido, separa strenuamente gli affetti da tutto il resto, preferendo il fare al sentire le emozioni. Ai suoi occhi, Kestrel dovrebbe essere una guerriera e con quest’immagine l’ha cresciuta sin da quando la bambina rimane orfana di madre. La figlia, dal canto suo, anela, con una disperazione senza pari, quella approvazione che è forma di amore primaria tra genitore e figlio e che a lei è sempre mancata: pur riuscendo a “ribellarsi” ad alcune scelte del padre, Kestrel non ci riesce fino in fondo e lotta per  provare  ad aderire a quell’ideale di figlia che il generale vorrebbe avere. Questo comporta chiaramente una frattura nel mondo interno di Kestrel, diviso tra ciò che vorrebbe essere e ciò che sceglie di essere. 

La complessita’ , la stratificazione caratteriale e l’approfondimento psicologico che l’autrice ha pensato per Kestrel sono il valore aggiunto a questa storia. Kestrel ha in dono un’arma piu’ potente della spada: un’intelligenza vivida e brillante da abile stratega che chiunque vorrebbe possedere e usare a proprio vantaggio. Di fermi e convinti principi, sceglie con sapienza le battaglie da combattere e quando si convince di una cosa, persegue il suo obiettivo ad ogni costo. Non si macchia di arroganza, anzi, e’ profondamente pervasa da sensi di colpa anche inesistenti e cerca sempre di fare la cosa giusta. Immersa in un contesto francamente impossibile e che renderebbe chiunque nervoso ed inquieto, vive con la costante paura che un proprio errore possa nuocere al prossimo. Sul filo del rasoio ad ogni passo che compie, Kestrel impara a sue spese che a Corte mostrare i propri sentimenti equivale a prestare al fianco ad azioni malvagie: scoprirsi e’ sacrificare, se stessi o qualcuno che si ama.

Kestrel ama con tutta se stessa ma al tempo stesso non ha mai potuto apprendere come amare e per questo ha paura dei sentimenti nuovi che la spingono verso Arin, sulla carta sua nemico, in pratica l’amore della sua vita. 

E la storia tra i due e’ qualcosa di poetico, di tormentato e straziante: personalmente, adoro le storie del genere. 

Tra intrighi e segreti, bugie dette con l’intento di proteggere, seguiamo la storia di questi due protagonisti che devono difendere se stessi, la propria terra, senza potersi permettere il minimo errore, la piu’ piccola esitazione. Kestrel prova con tutte le sue forze a tenere uniti i vari pezzi di se stessa, senza avere nessuno con cui confidarsi, con cui aprirsi del tutto: in diversi punti del romanzo il desiderio di Kestrel di essere aiutata, di non sentirsi cosi’ sola e’ talmente disperato da bucare la pagina. Vorrebbe confidarsi con l’unica amica che ha, Jess: ma come spiegarle che prova qualcosa per il ragazzo che ha distrutto – agli occhi dell’amica- tutto il loro mondo? E come poter aprirsi con il promesso sposo, figlio dell’imperatore, che pure cerchera’ di farle capire che le debolezze saranno usate dal padre contro di lei? 

Sola, contro tutto e tutti. Sola e senza possibilita’ di spiegarsi o redimersi agli occhi dell’amato, lei che prova a proteggerlo anche a costo della propria vita, deve tacere, agire nell’ombra, perche’ sa che l’onore per Arin e’ tutto e confidargli determinate cose significherebbe umiliarlo, piegarlo, spegnere l’ardore dei suoi bellissimi occhi grigi.

E solo dal canto suo è anche Arin, perfetta controparte maschile in questo romanzo avvincente: anche lui come Kestrel, deve lottare contro i propri demoni del passato, deve convivere con le scelte del suo cuore e cercare anche di fare il bene di Herran e dei suoi abitanti. Ma quando si tratta della bella Kestrel, il nostro Arin è letteralmente accecato da un magma di sentimenti complicati da decifrare e , spesso, salta alle conclusioni sbagliate, frutto anche delle bugie e dei segreti della ragazza.

L’autrice crea una tensione, un pathos, incredibili: famelica, scorro le pagine alla ricerca di una scena tra loro due. Emozionante e coinvolgente, con un linguaggio cosi’ magico da catapultarmi nella scena, mi sono innamorata con Kestrel, ho patito con lei. Nemmeno per un momento ho messo in dubbio l’amore dei due protagonisti: l’autrice poi e’ stata abilissima nel rendere credibile ogni scelta dei due ragazzi, facendo si’ che potessi comprendere le loro azioni, motivazioni, pensieri. Anche nelle scelte che li allontanano, ho capito… ho sofferto, si’, ma l’autrice ha saputo contestualizzare ogni virgola, svelando le carte in tavola nei momenti piu’ appropriati, in un crescendo di emotivita’ e di trama sorprendente!

Importantissimi sono i comprimari di questa storia, a partire da Verex, il figlio dell’imperatore,  personaggio all’apparenza marginale ma che ha avuto un ruolo interessante nelle vicende di Kestrel: pur senza aver fatto nulla di particolarmente concreto, l’ha aiutata ad aprire gli occhi su alcuni meccanismi, fondamentali per la sua sopravvivenza. Prevedo che avrà un ruolo ancor più determinante, insieme alla bella e minacciosa principessa dell’ Est,nel prossimo, conclusivo volume.

E che dire dell’imperatore? Un personaggio davvero ben riuscito: anche lui abile stratega, subdolo e assetato di potere, non ha scrupoli nel nuocere tutti, anche Verex stesso, macchiatosi ai suoi occhi della colpa di essere troppo morbido.

Il mondo che l’autrice ha creato è descritto in modo delicato ma al tempo stesso incisivo: è uno sfondo estremamente interessante alla storia di Kestrel e Arin, protagonisti assoluti di questa trilogia fantasy. Le terre di Valoria, di Herran, dell’Est non hanno elementi magici ma sono magiche: l’autrice tratteggia una geografia e una struttura sociale di grande impatto emotivo e visivo sul lettore.

“I ricordi erano strani: erano un intreccio di frustate, una sopra l’altra, di tracce brucianti che avrebbero potuto assomigliare a un disegno, se non fossero state inferte da una mano brutale e incontrollata. Le frustate ardevano, e lui si sentiva bruciare dentro”

Le colpe del passato gravano nel cuore di questi due ragazzi come macigni: divisi dal desiderio passionale che provano e l’odio disprezzante che dovrebbero provare l’uno per l’altro. Il loro è un amore che consuma, che accende nella fantasia del lettore la voglia di seguirli in mille avventure.

Kestrel abbozzò un sorriso. “Non m’importa di essere una falena. Mi metterei persino a mangiare la seta, se mi permettesse di volare”.

Inseriti in una trama piena di misteri, di intrighi di palazzo, manovrati dall’imperatore come pedine utili solo al proprio personale gioco di potere, i personaggi di questo romanzo sono sempre in tensione, abituati a mascherare i propri reali sentimenti persino a se stessi, arrivando al punto di non riuscire nemmeno loro a riconoscere il limite tra reale e finto, tra bugia e verità. La verità, invece, è qualcosa a cui Kestrel ed Arin puntano, con tenacia e forza, quasi come se rivelandola, tutti i pezzi del loro puzzle scomposto possano trovare pace … ma sarà davvero così?

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