Thormae :Il cantico del sole (vol.1)

Thormae :Il cantico del sole (vol.1)

TRAMA

Un romanzo Fantasy – Iniziatico, che narra le vicende epiche del pianeta Thormäe, dove due garmïn, un mago, un’elfa, un nano e i mitici firfur, dovranno cercare di capire quale oscura minaccia si sta abbattendo sul loro pianeta.
La ricerca di un bambino rapito, la cui nascita era stata annunciata dagli Angeli e dalle stelle, la scoperta di popoli misteriosi di cui nessuno ricordava più l’esistenza, e un viaggio avventuroso che diviene anzitutto un viaggio dell’anima. Tutto ciò fa di Thormae un romanzo avvincente, profondo, ricco in avventure ed emozioni, che coinvolge piacevolmente il lettore in un sorprendente viaggio interiore, dove i personaggi danno vita ad un racconto epico e leggendario. La generosa penna di William Riverlake, permette al lettore di immergersi nelle avventure di Thormäe, per entrare in una nuova dimensione, dove i sensi si risvegliano a nuove esperienze.

 

Titolo: THORMAE IL CANTICO DEL SOLE, VOL.1

Autore: WILLIAM RIVERLAKE

Genere: FANTASY INIZIATICO

Casa Editrice: STELLA MATTUTINA EDIZIONI

Pagine: 464 p.

Prezzo cartaceo: 17 euro

Prodotto fornito da Stella Mattutina Edizioni

 

Questo romanzo è decisamente un flusso di coscienza, un diario scritto da una mano anziana che sente il peso dei propri anni unitamente al peso delle responsabilità gravanti sulle proprie spalle. Chi è il narratore? cosa ha commesso di così importante da richiedere la stesura di un diario? che lascito ha? 

Un romanzo fantasy e un percorso di formazione- redenzione insieme che ci lascia con messaggi profondi e riflessioni intense su noi stessi, sulla vita, sulle conseguenze delle nostre azioni. L’elemento fantasy è presente in ogni aspetto della storia: dalla mappa di un mondo, quello di Thormae, avvincente e coinvolgente, alla presenza in questo mondo di creature fantastiche, buone e cattive. é proprio sul confine buono-cattivo che il romanzo si gioca: il messaggio che l’autore ci propone appartiene ad un mondo in cui la divisione tra le due forze è netta. Luce contro ombra, magia  buona contro magia cattiva. Elfi, goblin, nani, creature alate, creature terrificanti,  maghi … ce n’è per tutti i gusti.

L’alternanza di punti di vista nella narrazione, tra la prima persona del narratore- “viaggiante” e la terza persona dei due elfi gemelli, rende possibile conoscere in modo dettagliato l’altrettanto ben descritto mondo di Thormae con le sue montagne, vallate e pianure, elementi tipici del romanzo fantasy. Ma la cosa che piu’ mi ha colpita e’ l’attenzione dell’autore proprio all’idea stessa del viaggio come mezzo per conoscere se stessi: il narratore, nella sua interazione col mondo a lui sconosciuto, nei suoi dialoghi con lo zio, nel suo scoprire i misteri della vita, si interroga e apprende dall’esperienza. Si chiede cos’e’ la verita’ e il suo contrario, si interroga sulla giustizia, sulla natura umana e sulla coscienza, e tramite le sue elucubrazioni anche noi ci ritroviamo a riflettere su questi elementi. Emblematico e’ nei ringraziamenti dell’autore, il suo “tributo” a Jung e ad altri eminenti pensatori: e’ chiaro quindi l’intento introspettivo del romanzo.

Come pure sono chiari i riferimenti alla psicoanalisi junghiana da cui attinge l’autore, che usa gli archetipi del fantasy per parlare di archetipi emozionali, che usa il mondo e linguaggio onirico come modalita’ interpretativa della vita (elemento sicuramente ricorrente nel romanzo fantasy in cui il sogno e’ spesso premonitore, ma anche tipico della psicoanalisi che vuole il sogno come luogo principe dell’inconscio). Dalla luna/e associate al parto femminile, al bosco come elemento impervio ma necessario per la redenzione individuale, il romanzo e’ pregno di elementi simbolici “altri” che lo rendono originale e coerente (penso alla grotta, alla nascita e rinascita di un figlio salvifico interpretabile come futuro differente, come possibilita’ in potenza ed in atto, penso all’elemento Acqua che plasma e purifica).

Anche la stessa contrapposizione a livello di storia e narrazione tra un personaggio che evidentemente viene “toccato” dall’elemento bene, e l’altro profondamente “invaso” dall’elemento male (male che si muove sottopelle e che impossessa corpo e anima del personaggio, svuotandolo della sua essenza senziente), serve all’autore per spingere sulle componenti essenziali dell’esistenza che ci contraddistinguono pur esistendo entrambe, pur nella loro diversità sono complementari.

Ombre e luce, angeli e demoni, quindi, predestinazione e futuro: “l’uomo ignorante permette al disordine di stabilirsi in lui … la luce si affievolisce quando non le è permesso brillare, rimane sepolta sotto strati di fuliggine e sporcizia, e alla fine si spegne”.

Nel mondo creato dall’autore è ovviamente presente la magia, divisa in bianca e nera: la magia pura, bianca, nasce dalla conoscenza e ha come scopo riconciliare l’uomo alla Sorgente ma soprattutto è una magia disinteressata, a differenza della nera che ha uno scopo egoistico ed utilitaristico. 

Elementi di psicologia dell’inconscio, di astrologia e astronomia, spiritualità e riflessione personale, trasformano questo romanzo in qualcosa che va al di là della trama, qualcosa che possiamo definire, attingendo alle parole che l’autore dedica ai propri maestri, “alimento interiore”.

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