La principessa dei mondi: la terra (vol.1)

La principessa dei mondi: la terra (vol.1)

TRAMA

“In un mondo devastato dalla guerra, in cui umani e alieni combattono per la supremazia,lui ha una sola missione: riprendersi la Terra. Lei un solo scopo: sopravvivere.”È il 2320 quando Niristilia parte per una missione. Direzione Terra. Ma all’arrivo le cose non vanno come dovrebbero e Niristilia viene fatta prigioniera dagli umani.Lei è la Principessa di Mirika, sorella dell’attuale Re, che ha bombardato e invaso la Terra, già decadente, con un unico scopo: conquistarla. Tuttavia, a Max, il capo dei ribelli, e ai suoi compagni sorgono molte domande: perché la Principessa racconta tutto il contrario di ciò che si aspettavano? Perché non sembra avere a cuore il fratello e il suo regno?Ma anche un’altra guerra si fa spazio giorno dopo giorno nel cuore dei due giovani… Lotteranno per uscirne vincitori o alla fine cederanno?La Principessa dei Mondi – La Terra è il primo volume di una trilogia sulla guerra tra Mirika e la Terra. Un distopico potente, emozionante, che lascia col fiato sospeso fino all’ultima riga.

Titolo: LA PRINCIPESSA DEI MONDI, LA TERRA (VOL.1)

Autore: MONICA BRIZZI

Genere: DISTOPIA

Casa Editrice: GENESIS PUBLISHING

Pagine: 242 p.

Prezzo cartaceo: 9.86 euro; Prezzo ebook: 3.99 euro

Prodotto fornito in digitale da Genesis Publishing

 

“Vestiti di riserva, armi, acqua, un po’ di cibo e paura, pesante quasi un altro oggetto da caricarmi sulla schiena, da portarmi dietro nel tentativo di scoprire cosa sarebbe successo”.

Ho scelto questa frase per raccontarvi il romanzo di Monica, che ho divorato in pochissimo tempo. La protagonista della storia, narrata in una prima persona che permette l’immedesimazione e l’empatia, e’ Niristilia, Principessa di Mirika e sorella del Re Nantius. 

La conosciamo prigioniera dei terrestri, attaccati dalle armate aliene di suo fratello, ma la prigionia appare non essere una condizione nuova per lei, cosi’ come la tortura e la violenza fisica. Niristilia e’ una principessa particolare: leale e stoica, sopporta la sua condizione alla quale e’ rassegnata. Anela ad essere parte di qualcosa e farebbe di tutto pur di essere riconosciuta, inclusa, accettata,  di appartenere ad un mondo, qualunque esso sia. Per questo accetta la missione del fratello: una missione per la quale non ha nessun addestramento ma a cui acconsente pur di venire guardata- percepita-  in modo diverso dal solito.

 E’ una ragazza tormentata ma non nel solito connubio adolescenza- arroganza: Niristilia mostra la sua fragilita’ fingendo di stare bene, provando a sorridere e negando a tutti la propria sofferenza – ma mai a se stessa. Ho apprezzato  la caratterizzazione della protagonista femminile che non ricalca i soliti cliché del genere e non ha paura di mostrarsi per quello che e’, con le sue fratture , il suo mondo interno, un bell’esempio per i lettori! Una ragazza che non conosce la potenza dell’amore e vuole incontrarlo disperatamente. 

Niristilia è  forte, usa il sarcasmo per difendersi, determinata e pronta a rischiare tutto, e con una bella dose di rabbia capace di accenderla quando serve. La sua rabbia e la sua forza sono entrambe antiche: per gran parte del romanzo l’autrice ha saputo tenerci bene sulle corde. Prigioniera, sottoposta a interrogatori estenuanti e destabilizzanti, Niristilia spiazza i suoi aguzzini (e pure il lettore) con i racconti della sua vita a palazzo, racconti che definire dell’orrore è un eufemismo.

Con i suoi occhi guardiamo il piccolo pianeta di Mirika mentre  lei viaggia per la prima volta in vita sua verso la Terra , pianeta dal quale viene affascinata ed attratta. Cresce ed evolve, si lascia scoprire pagina dopo pagina: la solitudine profonda a cui è abituata sul suo pianeta viene gradualmente attenuata da una cosa imprevedibile, ovvero l’emergere di sentimenti differenti in lei e verso di lei. A parte una guardia di Mirika, nessuno si era mostrato interessato a lei e al tempo stesso, lei non aveva mai provato per nessuno il desiderio di essere compresa.  Mi sono domandata il motivo e quando l’ho scoperto … ho provato rabbia.

Ma la Terra le regala amicizia, lealtà, affetto ed anche amore, le viene  mostrata  la vera essenza della parola umanità. 

In particolare, la nostra protagonista provera’ mutevoli sentimenti per l’altrettanto mutevole Max che lungi dall’essere il solito leader crudele e spietato, si mostra anche lui in qualche modo tormentato, sofferente, vulnerabile… terribilmente umano.

Dice Niristilia, agli inizi: non sapevo capire le tempeste… ed è proprio una tempesta emotiva quella che si abbatte sui nostri protagonisti!

Che dire: Monica ha saputo tratteggiare questa storia, questo amore, con una delicatezza e una magia davvero emozionante.

Gli altri protagonisti secondari del libro sono tutti personaggi ben descritti, coerenti, realistici e vividi, in un mondo in guerra, distrutto e lacerato, dove c’è chi si rassegna e chi, invece, lotta e si ribella.

Mi ha colpito molto il modo in cui l’autrice ha affrontato  il sentimento della paura, presente nel romanzo in diverse sfumature e in diversi gradienti: paura dell’ignoto, paura di non essere amati, di essere sbagliati, paura di non essere accettati. In fondo,  paure comuni a tutti: alieni e terrestri, uomini e donne, un concetto estendibile a vari ambiti del nostro sentire, una tematica a cui sono molto attenta da sempre. E la presenza di questi alieni che poi alieni non sono: fisicamente e soprattutto emotivamente uguali a noi … l’alieno come altro da sé, come diverso, potenzialmente nemico ma solo fino a quando non diventa conosciuto … che dire, trovo che questa sia una tematica attuale e uno spunto su cui si deve sempre riflettere.

Un romanzo dalla  trama interessante e coinvolgente, sviluppata con un linguaggio moderno e scorrevole, che rende l’esperienza di lettura piacevole ed intensa;l’autrice ci porta in un pianeta lontano, a conoscere una cultura apparentemente diversa dalla nostra, ci racconta una Terra sanguinante, ma soprattutto ci parla di emozioni reali ed intense, con una cura al dettaglio e una “mano” lieve, che merita i miei complimenti. Mi sono emozionata, ho palpitato con Niristilia, ho empatizzato con lei soffrendo e innamorandomi dell’idea stessa dell’amore, in primis amore per se stessi che deriva da una approfondita conoscenza di sè. Un romanzo che spinge al riconoscimento, che parla della libertà di scegliere a che mondo appartenere e chi vogliamo essere, che tocca corde intime con domande e dubbi esistenziali che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita. E alla fine, arriva sempre la speranza, lo sguardo rivolto all’ altrove- oltre: accettarsi pur con i difetti e limiti che si hanno e andare avanti a testa alta, proprio come fa Niristilia, o meglio… Niris, specialmente quando si ha un “qualcosa” per cui vale la pena rialzarsi.

 

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