Il primo caso dell’ispettore Morandi

Il primo caso dell’ispettore Morandi

Buongiorno a tutti!

Oggi vi parlo della lettura che ho appena concluso: Il primo caso dell’ispettore Morandi, scritto da Domenico Maio ed edito da Il seme bianco.

E’ un giallo tutto italiano di un autore esordiente con molto talento.

TRAMA:

Il confine fra lecito e illecito è sempre più sottile: l’ispettore Dario Morandi deve gestire con disinvoltura una “terra di mezzo”, quella degli intoccabili. Per uno scherzo del destino sarà trasferito in un’altra città, sempre del Sud. Qui, tra dialetti e mare, si troverà ad affrontare il suo primo importante incarico: la sparizione di Mirella Aventini. Un’opera prima in cui corrono paralleli l’incessante ritmo del giallo e l’omaggio alla terra d’origine.

 

Il libro ha un ritmo incalzante ed avvincente: si apre subito su un mondo sfumato e tratteggiato in cui il giovane ispettore deve destreggiarsi. Morandi non ha paura di sporcarsi le mani pur di arrivare alla verità. E’ un personaggio permeato da un forte senso di giustizia che persegue ad ogni costo e con ogni mezzo, anche mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità.

Appare da subito un personaggio ben caratterizzato, come tutti i protagonisti di questa storia. L’autore ha saputo tratteggiarli egregiamente: con poche parole ha dato profondità a questi personaggi, al punto da renderli subito riconoscibili, credibili e “conosciuti”. Un aspetto da non sottovalutare!

La trama si dipana in modo chiaro ma apre a diversi scenari: insieme con Morandi scopriamo delle cose, mettiamo insieme dei pezzi, colleghiamo dei puntini apparentemente slegati tra di loro in un crescendo narrativo e di suspence che si corona in un finale netto e decisivo.

Un ottimo esordio connotato da personaggi che si fanno subito amare, una terra complicata ma intrigante, e uno sfondo criminoso che viene solo accennato ma che potrebbe diventare luogo e scena di un prossimo caso (me lo auguro).

Avrei letto volentieri ancora di Morandi e spero di ritrovarlo ancora immerso nelle sue supposizioni con una sigaretta tra le mani!

 

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