Vado dove mi porta lo zaino, parte 1

L’amore e’ come il potere: logora chi non ce l’ha. E io decisamente non ne ho. Mentre percorro la strada per tornare a casa da scuola sono logorata. Spezzata. I miei pensieri sono alternanti: ma perche’ doveva finire cosi’? Cos’ho che non va? Che stronzo. Che stronza. Uffa doveva succedere proprio a me? Proprio ora? Rabbia, delusione, tradimento, gelosia e lacrime si danno il cambio nel mio cuore ma non mi permettero’ di piangere per strada da sola come una mocciosa, no, aspettero’ di essere nel mio posto sicuro prima di concedermi lacrime urla e imprecazioni.
Torturo con le dita le fasce del mio zaino, all’altezza della fibbia avevo scritto con un pennarello rosso le nostre iniziali con un cuore. Cazzo! Mi tocchera’ lavare questo maledetto zaino per sperare che vada via questo scempio e questo ricordo costante della mia sconfitta. Mi pesa tanto lavare lo zaino: colleziono frasi, parole mie, citazioni, messaggi degli amici, dall’inizio dell’anno. Ormai siamo a maggio, non farei in tempo a ricominciare tutto: la scuola sta finendo, tutto sta finendo. Dovr
Lavare questo zaino. Ecco avere un programma, un minimo di progetto, mi da la giusta forza per sollevare lo sguardo e puntarlo verso l’orizzonte per la prima volta da quando e’ suonata quella campanella e sono stata finalmente libera di andarmene. Non voglio pensare a come affrontero’ queste ultime settimane di scuola, certo vorrei stare a casa ed evitarli il piu’ possibile ma so che non si puo’ fare. Non sono cosi’ scema da osare anche solo proporlo a mamma e papa’. Forza, poteva andarmi peggio. Poteva lasciarmi a gennaio, e avrei avuto mesi lunghissimi di silenzi, imbarazzi, occhiate strane. Beh grazie per avermi mollata a maggio! Stronzo di nuovo.
Arrivero’ a casa, svuotero’ lo zaino, lo guardero’ per l’ultima volta e lo mettero’ in lavatrice. Quando mamma lo vedra’ capita’ tutto. Certo, capira’ tutto lo stesso: puo’ intercettare prima me o prima lo zaino lavato e sapra’
Immediatamente cosa e’ successo. Sa quanto ci tengo alla mia collezione di parole e disegnini sullo zaino: in agosto discutiamo sempre quando arriva il momento di lavarlo, ma lei non transige. Ogni anno scolastico posso decorarlo, poi lo devo lavare. Sono cosiM
Manicalmente ossessionata da questa cosa che di nascosto scatto una foto prima che finisca in lavatrice per conservare i ricordi di quell’anno. Foto che custodisco gelosamente e privatamente nel mio diario segreto. Ridicolo vero? Ho 18 anni, il cuore a pezzi, la maturita’ alla porte, la vita adulta che si avvicina e ho un diario segreto. Patetica.
Forse per questo Riccardo mi ha lasciata: avra’ capito quanto, per certi versi, sono ancora una bambina. E lui preferisce le donne. Possibilmente con una quarta di reggiseno come Agata. So gia’ che se tirero’ fuori questo argomento con mamma mi dira’ le solite cose da madre: crescerai, e ti crescera’ il seno, e in caso contrario, esiste il push- up! Lo so bene, lo frequento il push- up ma evidentemente il seno ha deciso di farsi attendere e si e’ assestato su una seconda – scarsa. Stronzo pure lui.

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