Il Mio Parere Su “Il pettirosso” di Jo NesbØ

Il Mio Parere Su “Il pettirosso” di Jo NesbØ

Trama:

Le guerre non finiscono mai. E per Harry Hole la guerra è appena cominciata. Durante la seconda guerra mondiale un gruppo di giovani soldati norvegesi combatte a fianco dell’esercito tedesco alle porte di Leningrado. Sono gli “uomini del fronte”. La battaglia li unisce, ma alla fine della guerra uno strano omicidio e una diserzione sfaldano il gruppo. Quando, molti anni dopo, i monti intorno a Oslo restituiscono i bossoli di un Märklin, un fucile tedesco che, grazie alla sua straordinaria precisione, è lo strumento ideale per un killer professionista, Harry Hole intuisce che dietro quel ritrovamento si nasconde qualcosa di più grosso. E sulle tracce di quell’insolita arma si addentra in una palude di tradimenti e vendette da cui sarà difficile riemergere.

 

Il mio parere

 

Questo romanzo è il primo della serie “Harry Hole” pubblicato in Italia, mentre è ,  in ordine temporale, il terzo della serie.

Premetto che ho iniziato a leggere questa serie partendo dal settimo libro, L’uomo di neve, incuriosita dalla sua ristampa in occasione dell’uscita del film. Da lì, il commissario Harry Hole, e il suo creatore, mi hanno conquistata al punto che ho letto i romanzi dal settimo all’undicesimo (Sete, ultimo uscito) e ora sono tornata “indietro” per conoscere l’origine del Mito.

Sì, perché Harry Hole è sin da questo terzo romanzo considerato da colleghi e nemici una leggenda dell’Anticrimine norvegese!

In questo libro vengono seguiti due archi temporali  e spaziali differenti: un primo arco temporale si colloca nel 1999 a Oslo, il secondo, invece, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, durante l’assedio di Leningrado, a Vienna e durante il bombardamento di Amburgo.

Una visita storica in Norvegia dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, dà l’avvio alla storia di questo romanzo: Harry Hole viene assegnato alla sicurezza del Presidente nel tragitto che dovrà compiere per arrivare in città. In tale veste è affiancato da Ellen, sua partner storica. I dialoghi tra i due lasciano intendere un profondo rispetto ed una sincera amicizia reciproca. Sarà proprio Ellen con la sua passione per gli uccelli, a parlare ad Harry delle migrazioni del Pettirosso.

In seguito, Harry approderà al POT, i Servizi Segreti norvegesi e gli verrà affidato l’incarico di indagare in merito alla possibilità di attentati terroristici di matrice neonazista; ma Harry non è un tipo facile da imbrigliare e decide di seguire, invece, un caso apparentemente insignificante e riguardante un fucile particolarissimo, i cui bossoli sono stati trovati in aperta campagna.

Parallelamente, viene raccontata la storia di un gruppo di commilitoni che hanno combattuto sul fronte insieme e che dopo la Guerra si disperde, fino ad avere un ruolo chiave proprio nel caso su cui indaga Harry.

Rispetto agli altri romanzi della serie che ho avuto modo di leggere , questo mostra un’attenzione molto particolare alla storia della Guerra, a come era viverla e a cosa ha provocato dopo, pur essendosi conclusa. Si sofferma sui bombardamenti, sulle trincee, sugli ospedali, e approfondisce le dinamiche politiche che spingevano giovani uomini a credere in un determinato partito. Gli echi di queste scelte politiche si sono prolungati fino al 1999, dove sfociano in episodi di odio e di razzismo.

È un libro che parla quindi di storia, di  guerra, di desiderio di vendetta … di omicidi, ovviamente, ma anche di amore. Sì, di amore, perché alla fine dove c’è odio, c’è anche sempre molto amore, che muove tutto.

In definitiva, posso dire di aver trovato gli albori di quello stile che contraddistingue Nesbo: profondità psicologica dei personaggi, adrenalina, un pizzico di humor e colpi di scena. In diversi punti mi dicevo: “Nesbo, stavolta non mi hai fregato, ho capito tutto!”, e puntualmente venivo smentita! Ma che piacere essere smentiti in un thriller.

Di questa serie mi ha colpito il personaggio principale, Harry Hole: un uomo complicato, che non sempre agisce perseguendo il Bene, specialmente il suo, un uomo che si mette in dubbio, che ricerca il Vero anche quando è scomodo.

 

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